IBS non stitica: mix probiotico potrebbe migliorare sintomi e qualità di vita

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un disturbo complesso dell’interazione intestino-cervello (DGBI, disorders of gut-brain interaction) caratterizzato da dolore addominale associato a un’alterazione delle abitudini intestinali (forma e frequenza delle feci) in assenza di una causa organica. L’IBS è il disturbo funzionale gastro-intestinale più comune, ed è spesso caratterizzato da alterazioni del microbiota intestinale. Per comprendere il ruolo del microbiota intestinale e dei probiotici nella patogenesi e nel trattamento dell’IBS un gruppo di ricercatori indiani ha condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Journal of Gastroenterology and Hepatology, che analizzava l’utilizzo di miscele probiotiche nel trattamento dell’IBS non stitica negli adulti.

Patogenesi dell’IBS

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) viene comunemente suddivisa in diverse forme: stitichezza predominante (IBS-C), diarrea predominante (IBS-D), mista (IBS-M) e non classificata (IBS-U). La patogenesi dell’IBS è multifattoriale e coinvolge alterazioni del microbiota intestinale, cambiamenti nella motilità intestinale, nella permeabilità intestinale e nell’ipersensibilità viscerale. Prove recenti suggeriscono che la disbiosi del microbiota intestinale potrebbe essere un fattore importante alla base della maggior parte delle anomalie sopra menzionate che sono alla base della patogenesi della sindrome dell’intestino irritabile, inclusa una relazione bidirezionale tra intestino e cervello. I pazienti affetti da IBS, in particolare quelli senza stitichezza, hanno anche maggiori probabilità di avere una sovracrescita batterica dell’intestino tenue (SIBO, small intestinal bacterial overgrowth).

Trattamento dell’IBS

Esistono diversi modi per trattare l’IBS, tra cui modifica dello stile di vita, dieta a basso contenuto di carboidrati fermentabili (FODMAP), psicoterapia, ipnoterapia, tecniche di rilassamento e yoga. Inoltre, la forte associazione della disbiosi con la patogenesi del’IBS ha incoraggiato i ricercatori a valutare approcci terapeutici mirati al microbiota, in particolare mediante l’utilizzo dei probiotici. I probiotici possono essere utili nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile per la riduzione dei metaboliti gassosi intraluminali, per l’immunomodulazione della mucosa intestinale, per l’attenuazione dell’infiammazione mucosale di basso grado, per il miglioramento della funzione di barriera della mucosa intestinale e per il miglioramento del microbiota intestinale disbiotico.

Utilizzo di una miscela probiotica e miglioramento dei sintomi

L’utilizzo di una miscela probiotica a base di Lactobacillus acidophilus LA-5 e Bifidobacterium animalis ssp. lactis BB-12 ha indotto un miglioramento dei sintomi dopo 56 (sintomi migliorati del 37,3%) e 84 (sintomi migliorati del 40,9%) giorni di somministrazione, con una risposta precoce al giorno 28 significativamente più alta in termini di riduzione della durata del dolore addominale e della distensione addominale.

Utilizzo di una miscela probiotica e qualità della vita

Dopo la somministrazione della miscela probiotica, la qualità della vita in soggetti affetti da IBS è migliorata dal basale al giorno 28, e questo effetto benefico si è mantenuto fino ai giorni 56 e 84 di somministrazione. In dettaglio, i soggetti che hanno ricevuto una miscela probiotica hanno avuto una riduzione dell’urgenza defecatoria e della pienezza addominale al giorno 28 e non hanno quasi mai sofferto di flatulenza.

Analisi del microbiota fecale

L’analisi del microbiota fecale nei soggetti che hanno assunto la miscela probiotica ha rivelato un numero totale di 92 generi, con Prevotella come genere dominante, seguito da Bacteroides e altri. I soggetti che hanno assunto la miscela probiotica, inoltre, hanno mostrato una riduzione dei generi ritenuti dannosi (tra cui (Butyricimonas, Bilophila, Arcobacter, Staphylococcus e Lachnoclostridium) e un aumento dei generi ritenuti benefici (tra cui Faecalibacterium, Cetobacterium, Bifidobacterium, Lactobacillus, Romboutsia, Methanobrevibacter, Anaeroplasma, Anaerostipes e Akkermansia).

Conclusioni

L’utilizzo di una miscela probiotica a base di Lactobacillus acidophilus LA-5 e Bifidobacterium animalis ssp. lactis BB-12 nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile non stitica negli adulti ha mostrato efficacia in termini di miglioramento dei sintomi e della qualità della vita e ha arricchito il microbiota di generi batterici benefici riducendo i generi dannosi. Gli eventi avversi segnalati sono stati lievi/moderati e sono stati osservati solo nel 4,04% dei soggetti, mentre la recidiva dei sintomi è stata segnalata dal 3,03%. Nel complesso, questo studio dimostra che la miscela probiotica è efficace e sicura per l’uso negli adulti con sindrome dell’intestino irritabile non stitica.

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