Infertilità: individuati batteri intestinali che aumentano l’efficacia della fecondazione in vitro

Tecnologie come la fecondazione in vitro (FIVET), una procedura medica in cui un ovulo viene fecondato in laboratorio per favorire il successo della gravidanza, stanno aiutando sempre più persone ad avere figli. Una nuova ricerca suggerisce che i microbi intestinali e i loro metaboliti svolgono un ruolo chiave nel favorire il successo del trasferimento di embrioni congelati (FET), una fase fondamentale della FIVET.

I risultati, pubblicati su mBio, indicano che la salute intestinale potrebbe rappresentare un fattore importante per il trattamento dell’infertilità. In particolare, l’identificazione di specifici batteri e metaboliti intestinali potrebbe aiutare a prevedere e migliorare i risultati della FIVET.

Studi precedenti hanno suggerito che, oltre al microbiota vaginale e intestinale, anche quello del cavo orale può influenzare l’esito della gravidanza a causa della migrazione di batteri o molecole infiammatorie dalla bocca verso la placenta e il feto. Tuttavia, non è ancora chiaro come i microbi presenti nell’intestino, nella vagina e nella bocca influenzino il successo della fecondazione in vitro.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Zhao Zhang del Southern Medical University Affiliate Dongguan People’s Hospital, in Cina, hanno esaminato in momenti diversi il microbiota intestinale, orale e vaginale di 59 donne sottoposte a FET.

Esiti della gravidanza e microbioma

Nell’intestino i batteri più comuni sono risultati appartenenti ai phyla Bacteroidota, Firmicutes e Proteobacteria, mentre nel cavo orale i generi più abbondanti erano Haemophilus, Streptococcus e Neisseria. In entrambi i casi sono state riscontrate alcune differenze in specifici batteri tra le donne che hanno avuto esito positivo o negativo del trasferimento di embrioni congelati. 

Per quanto riguarda il microbiota vaginale, i batteri dominanti sono risultati appartenenti ai generi Lactobacillus, Gardnerella e Streptococcus, ma la composizione del microbiota vaginale è risultata meno correlata agli esiti del FET di quanto si pensasse in precedenza. Inoltre, non sono state riscontrate differenze significative nel numero complessivo o nella diversità dei batteri intestinali.

Successivamente, il team ha utilizzato modelli computerizzati per individuare specifici batteri intestinali che potessero aiutare a predire il successo del trasferimento di embrioni congelati, dimostrando una buona accuratezza. In particolare, due generi batterici intestinali, Anaerococcus e Negativicoccus, sono stati identificati come potenziali predittori del successo del FET.

Previsione clinica

I ricercatori hanno anche analizzato campioni di sangue riscontrando numerose differenze nei livelli di metaboliti microbici tra i casi di successo e di fallimento del trasferimento di embrioni. 

«Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati e comprendere meglio come il microbiota influenzi il successo della fecondazione in vitro, i dati ottenuti suggeriscono che la presenza di determinati batteri intestinali potrebbe aiutare i medici a prevedere l’esito del FET e che colpire i pathway metabolici associati al microbiota potrebbe rappresentare una potenziale strategia per aumentare i tassi di successo di questa procedura», concludono gli autori dello studio.

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