Microplastiche e nanoplastiche sono ormai diffuse nell’ambiente e nella nostra quotidianità. Si tratta di particelle comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri nel primo caso e inferiori a 1 micrometro nel secondo, dimensioni che ne facilitano l’interazione con l’epitelio intestinale e la diffusione sistemica, con impatti potenzialmente più marcati in presenza di malattie come obesità, diabete di tipo due e malattie infiammatorie intestinali (IBD). Tuttavia, gran parte degli studi condotti si basa sull’uso di nanoplastiche commerciali, spesso contaminate da additivi chimici, limitando la possibilità di attribuire gli effetti osservati esclusivamente al polime...