Sclerosi multipla: acidi biliari derivati ​​dal microbiota hanno un effetto protettivo

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune. Nelle persone affette da questa condizione le alterazioni della flora batterica intestinale sono risultate correlate a un aumento delle cellule immunitarie dannose. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che livelli ridotti di acidi biliari prodotti dal microbiota intestinale nell’intestino dei pazienti con sclerosi multipla possono contribuire alla disregolazione immunitaria aumentando il numero di cellule immunitarie dannose.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono che gli acidi biliari prodotti dal microbiota intestinale potrebbero essere utilizzati come bersagli terapeutici per la sclerosi multipla. «I nostri dati evidenziano il ruolo chiave dei metaboliti degli acidi biliari, regolatori del sistema immunitario, nella prevenzione dell’autoimmunità del sistema nervoso centrale», affermano i ricercatori.

Metaboliti microbici e immunità

Precedenti studi hanno dimostrato che i batteri intestinali producono metaboliti che contribuiscono a controllare la risposta immunitaria promuovendo la differenziazione delle cellule immunitarie protettive a discapito di quelle dannose. 

Questi metaboliti influenzano anche le cellule immunitarie extraintestinali, ma il loro ruolo nella sclerosi multipla non è ancora chiaro.

Martina Antonini Cencicchio dell’IRCCS Istituto Scientifico San Raffaele di Milano e i suoi colleghi hanno quindi deciso di studiare il ruolo degli acidi biliari prodotti dal microbiota intestinale nella regolazione della risposta immunitaria, analizzando campioni prelevati da pazienti con sclerosi multipla e da un modello murino della malattia.

Disbiosi e sistema immunitario

I ricercatori hanno esaminato il microbiota intestinale e i livelli di acidi biliari secondari presenti nell’intestino di pazienti con sclerosi multipla.

Rispetto agli individui sani, i soggetti con questa condizione presentano uno squilibrio nella flora batterica intestinale, che sembra contribuire alla disfunzione del sistema immunitario. In particolare, i pazienti con sclerosi multipla presentano livelli inferiori di batteri che producono metaboliti benefici degli acidi biliari come l’acido desossicolico (DCA) e l’acido litocolico (LCA).

La conseguente riduzione nei livelli dei metaboliti degli acidi biliari è risultata correlata a un aumento dei linfociti Th17, noti per essere responsabili della progressione della sclerosi multipla. Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i batteri intestinali di pazienti con sclerosi multipla stimolano la crescita dei linfociti Th17, ma l’aggiunta di DCA ha invertito questo effetto.

Protezione del cervello

La somministrazione di DCA e LCA a topi con encefalomielite autoimmune, un modello di sclerosi multipla, ha ridotto i sintomi della malattia e il danno nervoso. Anche la sola somministrazione di DCA ha fornito protezione, ma è risultata meno efficace della combinazione dei due acidi biliari.

Dai dati ottenuti è emerso inoltre che DCA e LCA sembrano ridurre l’infiammazione intestinale abbassando i livelli di molecole pro-infiammatorie e controllando l’espansione delle cellule immunitarie dannose. Nei topi con encefalomielite autoimmune, il trattamento con acidi biliari derivati ​​dal microbiota intestinale ha ridotto i livelli di cellule immunitarie infiammatorie e aumentato quelle protettive extraintestinali. Questi topi presentavano anche un minor numero di cellule immunitarie dannose nel cervello e nel midollo spinale.

«I risultati suggeriscono che gli acidi biliari prodotti dal microbiota contribuiscono a impedire al sistema immunitario di attaccare il sistema nervoso modificando lo sviluppo e le funzioni di specifiche cellule immunitarie. Tuttavia, saranno necessari ulteriori esperimenti per chiarire i meccanismi responsabili della modulazione dell’autoimmunità mediata dai metaboliti degli acidi biliari nel sistema nervoso centrale» concludono i ricercatori.

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