La sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS), un dolore neuropatico cronico che colpisce tipicamente un arto distale dopo un trauma anche minore, è caratterizzata da dolore spontaneo ed evocato, sproporzionato rispetto all’entità del danno tissutale.
La fisiopatologia della CRPS non è ben compresa ma, di recente, è stato ipotizzato un coinvolgimento del microbiota intestinale in quanto studi della composizione del microbiota intestinale tra individui con CRPS e controlli sani hanno riscontrato una significativa riduzione della diversità batterica e alterazioni nei phyla batterici.
Un team di ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, ha condotto un nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Anesthesiology, per esplorare la composizione e la funzione del microbiota intestinale in un’ampia coorte di individui con CRPS, in due coorti non correlate.
Caratteristiche della sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS)
La sindrome dolorosa regionale complessa oltre a dolore cronico è associata a segni e sintomi autonomici e infiammatori, tra cui edema, alterazioni della temperatura cutanea, alterazioni della sudorazione, della consistenza cutanea, della crescita di unghie e peli e manifestazioni motorie. I sintomi della CRPS sono spesso gravi e influiscono negativamente sulla funzionalità fisica e sul benessere dei pazienti.
La fisiopatologia della CRPS non è ben compresa, ma si ipotizza disregolazione in diversi sistemi fisiologici, tra i quali sensibilizzazione centrale e periferica, alterazione della funzione simpatica e dell’accoppiamento simpatico-afferente, infiammazione post-traumatica, alterazioni nella rappresentazione corticale somatosensoriale e motoria, disregolazione del metabolismo osseo, disfunzione endoteliale, fattori genetici e psicologici. Il trattamento della CRPS cronica è multimodale e include misure sullo stile di vita, farmacoterapia, terapia fisica, occupazionale e psicologica, e procedure invasive in casi selezionati.
Correlazione tra microbiota intestinale e dolore cronico
I batteri intestinali sono stati associati a diverse condizioni di dolore cronico nell’uomo, tra cui dolore viscerale, neuropatico, infiammatorio e nociplastico. Utilizzando il trapianto di microbiota da pazienti umani con dolore cronico ad animali, diversi studi hanno dimostrato un ruolo causale del microbiota intestinale in disturbi come il dolore neuropatico e la fibromialgia.
Anche i meccanismi che consentono ai microrganismi intestinali di svolgere un ruolo nella patogenesi del dolore cronico sono in fase di studio, e includono l’attivazione immunitaria dell’ospite.
Diverse specie batteriche risultano ridotte nei pazienti con CRPS rispetto ai controlli senza dolore. Tra queste, due importanti produttori di acido propionico, Dialister succinatiphilus e Phascolarctobacterium faecium, che insieme a Blautia stercoris utilizzano l’acido succinico come substrato metabolico.
È stata invece osservata una maggiore abbondanza di diverse specie di Bifidobacterium, che potrebbe derivare da un effetto indiretto della riduzione di batteri produttori di acido propionico. Sei taxa appartenenti al genere Bifidobacterium hanno mostrato un aumento nella CRPS, inclusi tre identificati a livello di specie: Bifidobacterium dentium, Bifidobacterium catenulatum e Bifidobacterium longum. Bifidobacterium è un genere commensale con comprovate proprietà immunomodulatrici, tra cui la sovraregolazione delle cellule T regolatorie soppressive, il mantenimento della funzione della barriera intestinale e la modulazione delle cellule dendritiche e dei macrofagi.
Questo potrebbe anche spiegare la maggiore abbondanza delle specie produttrici di acido lattico Ligilactobacillus salivarius e Ruthenibacterium lactatiformans. Questi cambiamenti nei batteri che metabolizzano gli acidi grassi a catena corta (SCFA) sono in linea con la riduzione delle concentrazioni fecali e plasmatiche di diversi SCFA chiave.
Acidi grassi a catena corta (SCFA) e modulazione del dolore
Sono stati proposti diversi presunti meccanismi di modulazione del dolore da parte degli SCFA tra cui modulazione della risposta immunitaria influenzando la differenziazione delle cellule Th17/Treg, attivazione e iperpolarizzazione della microglia, regolazione dei livelli di neurotrasmettitori e neuropeptidi nel sistema nervoso centrale e inibizione delle istone deacetilasi nel sistema nervoso centrale, un processo che si ritiene svolga un ruolo nel dolore cronico. Pertanto, i cambiamenti nei batteri produttori di SCFA riscontrati nella CRPS potrebbero avere un ruolo nel dolore cronico associato alla patologia.
Conclusioni
Sono state fornite nuove informazioni sulle alterazioni uniche a livello compositivo e funzionale del microbioma intestinale nella CRPS. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire le relazioni causali tra squilibri del microbioma intestinale e CRPS e per esplorare il potenziale degli strumenti basati sul microbioma come strategia diagnostica, terapeutica e potenzialmente preventiva per questo disturbo.
