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Effetti dell’omeprazolo sul microbiota intestinale dei cavalli

Sugli equini, l’omeprazolo è efficace per l'ulcera gastrica, ma quali effetti ha sul loro microbiota intestinale? Uno studio statunitense ha indagato.
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Effetti dell’omeprazolo sul microbiota intestinale dei cavalli

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Stato dell'arte
L’omeprazolo è tra i farmaci più utilizzati in caso di patologie gastrointestinali come l’ulcera anche negli equini, ma gli effetti del farmaco sul microbiota intestinale dei cavalli non sono stati ancora studiati.
Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio analizza l’impatto di omeprazolo (4mg/kg/die per 28 giorni) sul microbiota fecale e gastrico rispetto a placebo.
Conclusioni
Su esemplari adulti sani, l’omeprazolo non altera la composizione e la diversità del microbiota fecale. L’elevata variabilità della componente batterica gastrica all’interno dello stesso gruppo e nel tempo non ha permesso invece di trarre conclusioni. Saranno perciò necessarie ulteriori indagini sugli effetti del farmaco in presenza di patologia e sui puledri.

In questo articolo

Le patologie gastriche sono molto diffuse non solo nell’uomo, ma anche tra gli equini. L’omeprazolo ha riportato una buona efficacia in caso di ulcera gastrica, ma quali sono i suoi effetti sul microbiota? Sembrerebbe nessuno, almeno per quanto riguarda la componente batterica fecale di esemplari adulti sani. Lo dimostra lo studio coordinato da Jesse F. Tyma dell’Università della Georgia, pubblicato su American Journal of Veterinary Research.

Tra i farmaci usati per le patologie gastriche causate da eccessiva acidità, l’omeprazolo è uno dei più utilizzati anche in veterinaria. Rientrando tra gli inibitori di pompa protonica, riduce appunto la produzione di secrezioni acide a livello dello stomaco e, di conseguenza, ha effetti positivi in caso di ulcerazioni. Di contro, questa alterazione di pH potrebbe in qualche modo incidere sulla popolazione batterica locale. Questo aspetto, almeno fino a questo studio, non è mai stato indagato.

A tal proposito, i ricercatori hanno preso in esame il microbiota fecale e gastrico di 12 cavalli adulti sani dopo averli randomizzati al trattamento con omeprazolo (4mg/kg/die, n=6) o con placebo (n=6) per un totale di 28 giorni. I campioni sono stati raccolti rispettivamente al baseline e ai giorni 7, 28, 35 e 56. Di seguito i risultati ottenuti.

Omeprazolo e microbiota fecale

Per valutare gli eventuali cambiamenti indotti dal trattamento a livello del microbiota fecale sono stati considerati i parametri di alpha- e beta-diversity dei due gruppi.

  • Nessuna differenza significativa è emersa tra i due gruppi e tra i differenti momenti dello studio in termini di alpha-diversity.
  • Le analisi UniFrac e ANOSIM hanno confermato l’assenza di cluster in base sia al trattamento sia alla tempistica. Anche la beta-diversity è risultata quindi comparabile
  • Le analisi condotte hanno esaminato un totale di 1.376 OTUs. Di questi, solo una minima parte (per altro non classificabili) ha riportato differenze di abbondanza tra i gruppi

Omeprazolo e microbiota gastrico

Analogamente, i ricercatori hanno analizzato la componente batterica gastrica in base al gruppo e ai giorni.

  • Le misurazioni di alpha-diversity hanno rivelato una sostanziale variazione tra i campioni, seppur apparentemente indipendente dal trattamento e/o dal giorno
  • Rispetto a quelli gastrici, i campioni di microbiota fecale hanno mostrato nel complesso un numero di OTUs superiore e, di conseguenza, migliori valori di alpha-diversity
  • Nessuna differenza significativa di beta-diversity è emersa in base al trattamento, al giorno o all’esemplare

Data l’elevata variabilità intra-individuale e la mancanza di un netto effetto indotto dall’omeprazolo, non sono stati condotti ulteriori approfondimenti.

In conclusione, l’omeprazolo, somministrato a esemplari di cavalli adulti e sani, non sembrerebbe alterare la componente batterica, almeno quella fecale.

Tuttavia, tra le limitazioni di questo studio gli stessi autori sottolineano il ristretto numero di esemplari inclusi, la mancanza di una patologia gastrica in corso e la sola età adulta considerata.  

Ulteriori ricerche sono perciò necessarie al fine di garantire la trasferibilità di questi risultati preliminari a esemplari che necessitano di trattamento con omeprazolo e/o puledri.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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