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Probiotico multispecie migliora l’assorbimento dei micronutrienti, l’equilibrio ormonale e i marcatori dell’infiammazione in postmenopausa

Probiotico multispecie migliora l’assorbimento dei micronutrienti, l’equilibrio ormonale e i marcatori dell’infiammazione in postmenopausa

L'integrazione mirata con un probiotico multispecie contribuisce a migliorare l'assorbimento dei micronutrienti e promuovere un invecchiamento sano nelle donne in postmenopausa.
Stato dell'arte

L’avanzare dell’età è associato a una serie di cambiamenti fisiologici, tra cui alterazioni della funzionalità endocrina, una riduzione delle prestazioni fisiche e un aumento dell’infiammazione sistemica. Queste modificazioni possono contribuire a una maggiore sensazione di affaticamento, a una riduzione della vitalità e a una più elevata suscettibilità ai disturbi dell’umore, inclusa la depressione.

Parallelamente alla senescenza fisiologica, si accompagnano importanti alterazioni nella composizione, nella diversità e nella funzionalità del microbiota intestinale. Di conseguenza, la capacità dell’intestino di assorbire efficacemente i nutrienti e di sintetizzare vitamine essenziali tende a ridursi progressivamente. 1,2

Il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale nel corso della vita dipende non solo da un’alimentazione equilibrata, ma anche dalla presenza di un microbiota intestinale diversificato e resiliente. La modulazione mirata del microbioma intestinale, mediante l’integrazione con un probiotico multispecie, potrebbe contribuire a rafforzare l’integrità della barriera intestinale, contrastare l’infiammazione intestinale e sistemica associata all’invecchiamento, e non ultimo, favorire un efficiente assorbimento dei nutrienti. 2

Per valutare questi potenziali benefici, è stato condotto uno studio osservazionale su 20 donne sane in postmenopausa, alle quali è stata somministrata una formulazione probiotica multispecie di elevata qualità per 9 settimane. Al termine del periodo di integrazione sono stati valutati gli effetti del trattamento sull’assorbimento dei nutrienti, sul profilo ormonale e sui marcatori dell’infiammazione. 3

Cosa aggiunge questa ricerca

In questo studio osservazionale sono state arruolate 20 donne in postmenopausa, di età compresa tra 50 e 60 anni, con uno stile di vita sano. Le partecipanti hanno assunto quotidianamente, per 9 settimane, 2 g di un probiotico multispecie mirato (2,5 × 10⁹ UFC/g), contenente i seguenti ceppi: Bifidobacterium bifidum W23, Bifidobacterium breve W25, Bifidobacterium lactis W51, Bifidobacterium lactis W52, Bifidobacterium longum W108, Lactobacillus acidophilus W37, Lactobacillus brevis W63, Lactobacillus casei W56, Lactobacillus salivarius W24, Lactococcus lactis W19 e Lactococcus lactis W58.

Per valutare se l’integrazione con questo probiotico multispecie potesse esercitare un effetto favorevole sull’assorbimento dei nutrienti e su diversi parametri correlati allo stato di salute, all’inizio dello studio e dopo 9 settimane di trattamento sono state effettuate le seguenti analisi: composizione del microbiota intestinale, profilo ormonale e vitaminico, profilo degli oligoelementi, marcatori dell’infiammazione e marcatori della permeabilità intestinale. 3

Conclusioni

Nel complesso, i risultati di questo studio evidenziano chiaramente gli effetti benefici di una formulazione probiotica multispecie, appositamente sviluppata per favorire l’assorbimento dei micronutrienti, ridurre i processi infiammatori sia sistemici che intestinali, e modulare favorevolmente la composizione del microbiota intestinale in donne sane in postmenopausa.

Inoltre, l’integrazione con il probiotico è stata positivamente associata a un miglioramento dell’equilibrio ormonale e della qualità di vita delle partecipanti, rafforzando l’ipotesi che la modulazione del microbioma intestinale possa rappresentare una strategia efficace per sostenere il benessere metabolico e funzionale durante il periodo postmenopausale. 3

In questo articolo

In un recente studio osservazionale, 20 donne in postmenopausa hanno ricevuto una supplementazione con una formulazione probiotica multispecie appositamente sviluppata, contenente Bifidobacterium bifidum W23, Bifidobacterium breve W25, Bifidobacterium lactis W51, Bifidobacterium lactis W52, Bifidobacterium longum W108, Lactobacillus acidophilus W37, Lactobacillus brevis W63, Lactobacillus casei W56, Lactobacillus salivarius W24, Lactococcus lactis W19 e Lactococcus lactis W58, con l’obiettivo di valutarne gli effetti sullo stato dei micronutrienti, sull’equilibrio ormonale e sui marcatori dell’infiammazione.

I risultati forniscono ulteriori evidenze a sostegno del potenziale ruolo della supplementazione con un probiotico multispecie nel mantenimento di un adeguato stato nutrizionale dei micronutrienti, nella modulazione dei processi infiammatori e nel favorire l’omeostasi ormonale durante l’invecchiamento. 3

Dopo 9 settimane di integrazione con il probiotico multispecie sono stati valutati due importanti marcatori dell’infiammazione intestinale. In particolare, i livelli fecali di zonulina si sono ridotti in modo significativo rispetto ai valori basali (p < 0,05; Figura 1A). Analogamente, anche la concentrazione fecale di calprotectina ha mostrato una riduzione significativa dopo il trattamento probiotico rispetto al basale (p < 0,05; Figura 1B). 3

Un dato particolarmente interessante riguarda inoltre l’α1-antitripsina fecale, considerata un marcatore dell’infiammazione della mucosa intestinale e un indicatore indiretto di aumentata permeabilità intestinale. All’inizio dello studio, solo il 38,8% delle partecipanti presentava valori compresi nell’intervallo di riferimento (≤ 27,5 mg/dL). Dopo la supplementazione con il probiotico multispecie, tutte le partecipanti hanno mostrato concentrazioni di α1-antitripsina fecale rientranti nei valori normali (Figura 1C).

Nel complesso, questi risultati rafforzano l’ipotesi che una supplementazione di 9 settimane con uno specifico probiotico multispecie possa contribuire a ridurre lo stato infiammatorio della mucosa intestinale e a migliorare la funzionalità della barriera intestinale.

A

B

C

Figura 1. Miglioramento della funzionalità della barriera intestinale in seguito alla supplementazione con il probiotico multispecie. Dopo 9 settimane di integrazione con il probiotico multispecie, nelle partecipanti allo studio è stata osservata una riduzione significativa delle concentrazioni fecali di zonulina (A), calprotectina (B) e α1-antitripsina (C) rispetto ai valori basali (p < 0,05).

È interessante notare che, dopo 9 settimane di supplementazione con il probiotico multispecie, l’abbondanza relativa di Faecalibacterium prausnitzii è aumentata significativamente rispetto ai valori basali (p < 0,05), mentre l’abbondanza di Clostridium perfringens si è ridotta in modo significativo (p < 0,05; Figura 2A, B).

Questi risultati sono coerenti con una modulazione favorevole del microbiota intestinale, caratterizzata dall’aumento di una specie batterica nota per il suo ruolo nel mantenimento dell’omeostasi intestinale e per le sue proprietà antinfiammatorie, associato alla riduzione di un microrganismo potenzialmente patogeno, comunemente correlato a condizioni di disbiosi intestinale e infiammazione. 3

Figura 2. Modificazioni della composizione del microbiota intestinale in seguito alla supplementazione con il probiotico multispecie.Dopo 9 settimanedi integrazione con il probiotico multispecie è stato osservato un aumento significativodell’abbondanza relativa di Faecalibacterium prausnitzii e una riduzione significativadell’abbondanza relativa di Clostridium perfringens rispetto ai valori basali (p < 0,05).

La carenza di vitamina B12 è stata associata a diverse condizioni patologiche, tra cui numerose malattie neurodegenerative.4 L’analisi del profilo vitaminico ha evidenziato che, dopo 9 settimane di supplementazione con il probiotico multispecie, la percentuale di partecipanti con concentrazioni sieriche di vitamina B12 comprese nell’intervallo di riferimento è aumentata dal 15% al 35% (Figura 3).

Questo risultato suggerisce un potenziale miglioramento dello stato della vitamina B12, che potrebbe essere correlato alle modificazioni della composizione del microbiota intestinale osservate nel corso del periodo di intervento. 3

Figura 3. Aumento della percentuale di partecipanti con concentrazioni sieriche di vitamina B12 comprese nell’intervallo di riferimento dopo 9 settimane di supplementazione con il probiotico multispecie (p < 0,05).

Lo zinco è un oligoelemento essenziale che svolge un ruolo fondamentale nella corretta funzionalità del sistema immunitario. La carenza di zinco è stata associata a numerose alterazioni fisiologiche, tra cui squilibri ormonali, riduzione del benessere psicologico e compromissione dei processi di riparazione tissutale. 5

L’analisi ematica ha evidenziato un aumento significativo dei livelli intracellulari di zinco dopo il periodo di supplementazione con il probiotico multispecie, rispetto ai valori basali (p < 0,05). In particolare, la percentuale di partecipanti con concentrazioni di zinco, comprese nell’intervallo di riferimento, è aumentata dal 16% al 29% (Figura 4A). 3

Anche la carenza di ferro rappresenta uno dei disturbi nutrizionali più comuni, soprattutto nella popolazione femminile. Le manifestazioni cliniche più frequenti includono affaticamento, riduzione delle prestazioni fisiche e cognitive e perdita dei capelli. 6

Dopo la supplementazione con il probiotico multispecie, è stato osservato un incremento significativo dei livelli intracellulari di ferro, rispetto ai valori basali (p < 0,05). Al termine dello studio, il 57% delle partecipanti presentava concentrazioni di ferro comprese nell’intervallo di riferimento, rispetto al 26% rilevato all’inizio dello studio (Figura 4B). 3

A

B

Figura 4. La supplementazione con il probiotico multispecie determina un aumento significativo delle concentrazioni intracellulari di zinco (A) e ferro (B) nelle donne in postmenopausa (p < 0,05).

Nel complesso, questi risultati suggeriscono un potenziale miglioramento dello stato nutrizionale di zinco e ferro associato alla supplementazione con il probiotico multispecie.

Durante il periodo della postmenopausa, le concentrazioni di progesterone ed estradiolo diminuiscono in modo significativo. Oltre ai livelli assoluti di questi ormoni, anche il rapporto progesterone/estradiolo è considerato un parametro importante per la valutazione dell’equilibrio endocrino femminile. 7

All’inizio dello studio, solo il 12% delle partecipanti presentava un rapporto progesterone/estradiolo compreso nell’intervallo di riferimento (30–50). Dopo 9 settimane di supplementazione con il probiotico multispecie, la percentuale di partecipanti con valori rientranti nell’intervallo di normalità è aumentata al 58% (Figura 5).

È particolarmente interessante osservare che questo miglioramento è stato riscontrato in assenza di ulteriori interventi specifici o di terapie ormonali durante il periodo di studio.

Nel complesso, questi risultati suggeriscono una possibile associazione tra la supplementazione con un probiotico multispecie e un miglioramento dei parametri ormonali valutati. 3

Figura 5. Aumento della percentuale di partecipanti con un rapporto progesterone/estradiolo compreso nell’intervallo di riferimento dopo la supplementazione con il probiotico multispecie. Dopo 9 settimane di integrazione con il probiotico multispecie, la percentuale di partecipanti con un rapporto progesterone/estradiolo compreso nell’intervallo di riferimento (30–50) è aumentata, da circa 12% al basale, al 58% al termine dello studio.

Conclusioni e impatto dei risultati

L’invecchiamento è accompagnato da modificazioni della produzione ormonale, da un maggiore ricorso ai farmaci, da cambiamenti nelle abitudini alimentari e da una progressiva riduzione dell’attività metabolica, fattori che possono contribuire ad alterare la composizione del microbiota intestinale e favorire l’insorgenza di disbiosi intestinale. 1

L’aumento della permeabilità intestinale (leaky gut) è stato associato a uno stato di infiammazione sistemica che, a sua volta, potrebbe contribuire ai processi neuroinfiammatori coinvolti nella patogenesi di diverse malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer. 4

In uno studio condotto da Leblhuber et al., la modulazione del microbiota intestinale mediante una supplementazione con un probiotico multispecie è stata associata a un aumento dell’abbondanza di Faecalibacterium prausnitzii, un batterio produttore di butirrato noto per le sue consolidate proprietà antinfiammatorie, e di Akkermansia muciniphila, una specie coinvolta nel mantenimento dell’integrità della barriera mucosale intestinale. Queste modificazioni del microbiota sono state accompagnate da una riduzione dei marcatori dell’infiammazione, rafforzando l’ipotesi di una stretta relazione tra la composizione del microbiota intestinale e lo stato infiammatorio, sia sistemico che intestinale. 8

La postmenopausa rappresenta una fase della vita frequentemente associata a sintomi quali affaticamento, alterazioni dell’umore, riduzione della vitalità e osteoporosi, condizioni che possono compromettere significativamente la qualità di vita. In questo contesto, strategie nutrizionali volte a sostenere un adeguato apporto di micronutrienti e il mantenimento dell’omeostasi endocrina, tra cui la supplementazione con specifiche formulazioni probiotiche, meritano ulteriori approfondimenti. 1,6

Nel presente studio, 9 settimane di supplementazione con il probiotico multispecie sono risultate associate a modificazioni favorevoli di diversi parametri correlati alla composizione del microbiota intestinale, allo stato dei micronutrienti e ai marcatori dell’infiammazione. In particolare, l’aumento dell’abbondanza relativa di Faecalibacterium prausnitzii, associato alla riduzione delle concentrazioni di α1-antitripsina, calprotectina e zonulina, suggerisce un miglioramento dello stato infiammatorio della mucosa intestinale e della funzionalità della barriera epiteliale. 3

Parallelamente, dopo l’assunzione del probiotico, è aumentata la percentuale di partecipanti con concentrazioni di vitamina B12, ferro e zinco comprese nei rispettivi intervalli di riferimento.

Nel complesso, questi risultati supportano l’ipotesi di una possibile associazione tra la modulazione del microbiota intestinale e un miglioramento dello stato dei micronutrienti, evidenziando il potenziale ruolo della supplementazione con probiotici come strategia per ottimizzare la biodisponibilità dei nutrienti. Questo aspetto potrebbe rivestire particolare importanza nell’ambito dell’healthy ageing, in cui il mantenimento di un adeguato stato nutrizionale rappresenta un elemento essenziale per preservare le funzioni fisiologiche e promuovere la salute nel lungo termine. 3

Bibliografia

1. Biagi, E. et al. Ageing and gut microbes: Perspectives for health maintenance and longevity. Pharmacol. Res. 69, 11–20 (2013).

2. Claesson, M. J. et al. Gut microbiota composition correlates with diet and health in the elderly. Nature 488, 178–184 (2012).

3. V. Stiegelbauer, B. Schütz, A. Frauwallner “Effetto di un probiotico multispecie sull’assorbimento dei micronutrienti, sulla produzione ormonale e sulla risposta infiammatoria nelle donne in post-menopausa” Basato sull’articolo originale di V. Stiegelbauer, B. Schütz, A. Frauwallner “Der Effekt eines Multispezies-Probiotikums auf die Mikronährstoffaufnahme, Hormonproduktion und Entzündungsreaktionen bei postmenopausalen Frauen” OM & Ernährung 2019 | Nr. 168, tradotto e adattato https://doi.org/10.69086/farmaci14-26.

4. Caruso, C. et al. Mechanisms of immunosenescence. Immun. Ageing 6, (2009).

5. Prasad, A. S. Zinc in Human Health: Effect of Zinc on Immune Cells. Molecular Medicine 2008 14:5 14, 353–357 (2008).

6. Choi, M. S., Seiger, E. R. & Murray-Kolb, L. E. Cognitive Function in Peri- and Postmenopausal Women: Implications for Considering Iron Supplementation. Nutrients 17, 1762 (2025).

7. Valera, H., Chen, A. & Grive, K. J. The Hypothalamic-Pituitary-Ovarian Axis, Ovarian Disorders, and Brain Aging. Endocrinology 166, bqaf137 (2025).

8. Leblhuber, F., Steiner, K., Schuetz, B., Fuchs, D. & Gostner, J. M. Probiotic Supplementation in Patients with Alzheimer’s Dementia – An Explorative Intervention Study. Curr. Alzheimer Res. 15, 1106–1113 (2018).

Redazione
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