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Dermatite atopica: studio indaga il ruolo del microbiota cutaneo nel primo anno di vita

Un recente studio ha ipotizzato che il microbioma cutaneo nei primi anni di vita possa essere associato al successivo sviluppo di dermatite atopica, in relazione anche a fattori ambientali, fattori materni e modalità con cui è avvenuto il parto. 
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Dermatite atopica: studio indaga il ruolo del microbiota cutaneo nel primo anno di vita

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Stato dell’arte
Il microbioma cutaneo nella prima infanzia può modulare il sistema immunitario e influire sullo sviluppo della dermatite atopica e delle malattie allergiche più avanti nel tempo.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno valutato l’associazione tra microbioma cutaneo e dermatite atopica, integrità della barriera cutanea e malattie allergiche nel primo anno di vita. Hanno anche esplorato l’evoluzione del microbioma cutaneo con l’età e i suoi possibili determinanti, inclusa la modalità di parto.

Conclusioni
La composizione del microbioma cutaneo durante l’infanzia è definita dall’età, viene influenzata dalla modalità del parto in modo transitorio, nonché da fattori ambientali, parentali e dall’allattamento. Il microbioma è anche associato all’integrità della barriera cutanea e all’insorgenza della dermatite atopica.

La pelle, alla nascita, costituisce una nicchia vuota che può essere colonizzata da gruppi distinti di microbi, con una barriera cutanea più debole che si rafforza man mano che avanza l’età. 

Esiste una stretta relazione tra la colonizzazione microbica nella prima infanzia e lo sviluppo del sistema immunitario, con una possibile associazione tra microbioma cutaneo e patologie allergiche come asma e dermatite atopica

Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Allergy, ha ipotizzato che il microbioma cutaneo nei primi anni di vita possa essere associato al successivo sviluppo di dermatite atopica, in relazione anche a fattori ambientali, fattori materni e modalità con cui è avvenuto il parto. 

Associazione tra microbioma cutaneo e dermatite atopica

La dermatite atopica, è una patologia a esordio spesso infantile, caratterizzata da una barriera cutanea disfunzionale, infiammazione e un microbioma disbiotico sulla pelle lesionata, con colonizzazione da Staphylococcus aureus

Le variazioni nella comunità batterica cutanea nei primi anni di vita sono state associate a manifestazioni successive di dermatite atopica, con una maggiore associazione del microbioma immaturo dei neonati rispetto a quello più maturo dei bambini di 1 anno. 

Sebbene non siano stati trovati taxa batterici specifici associati alla dermatite atopica, il commensale Staphylococcus epidermidis, rilevato nei neonati, sembrerebbe essere protettivo contro questa malattia, mentre lo Staphylococcus aureus si associa sia alla pelle lesionata sia a quella non lesionata nella dermatite atopica

Evoluzione del microbiota cutaneo nel primo anno di vita

Il microbioma cutaneo dei bambini cambia notevolmente nel primo anno di vita, a seguito di una maturazione graduale caratterizzata dalla perdita di alcuni membri chiave del microbioma vaginale, come il Lactobacillus, e dalla crescente diversità. 

In particolare, l’abbondanza relativa di Burkholderiaceae e Staphylococcus, molto rappresentati subito dopo la nascita, diminuisce progressivamente, a vantaggio di taxa di nuova colonizzazione come Streptococcus, Veillonella ed Enhydrobacter aerosaccus

La colonizzazione mostra differenze sostanziali in base al tempo. Ad esempio, i Lactobacillus iners erano più abbondanti il primo giorno post-parto (giorno 1) e diminuivano successivamente. Enhydrobacter aerosaccus era scarsamente presente al giorno 1, ma è aumentato nei giorni successivi, mentre Streptococcus e Acinetobacter sono aumentati gradualmente dalla nascita fino a 6 e 12 mesi, rispettivamente. Bifidobacterium e Veillonella hanno invece mostrato picchi transitori rispettivamente a 3 e 6 mesi.

Fattori ambientali che influenzano il microbiota cutaneo

Associazioni che coinvolgono fattori ambientali, tra cui luogo di nascita e presenza di animali domestici, sono state osservate dalla nascita fino a 6 mesi di vita. 

I neonati partoriti in luoghi diversi hanno mostrato differenze significative nelle popolazioni batteriche della pelle dal giorno 1 post-parto a 6 mesi (incluso Betaproteobacteriales), che si ipotizza possano essere dovute a differenze nei batteri trovati nell’ambiente ospedaliero

La presenza di animali, in particolare cani, durante la gravidanza si correla a variazioni nel microbioma cutaneo dei bambini di 3 e di 6 mesi, con riduzione del rischio di pelle secca a 3 mesi. In particolare è stata osservata una frequenza elevata di Betaproteobacteriales e Ralstonia a 3 mesi. Questo potrebbe essere correlato alla stimolazione dell’immunità innata del neonato da parte del microbioma animale.

Fattori materni che influenzano il microbiota cutaneo

Anche fattori materni, quali allattamento al seno e allergie alimentari della madre, possono avere una correlazione con immunità e microbioma cutaneo.

Le associazioni trovate tra l’allattamento al seno fino a 6 mesi e alcuni taxa a 3 e 6 mesi possono riflettere il contatto diretto del latte materno sulla pelle o un meccanismo indiretto che coinvolge il metabolismo e l’immunità del bambino. 

È interessante notare che questa associazione sembra transitoria e limitata al periodo tipico dell’allattamento al seno, in quanto lo svezzamento spesso avviene prima dei 12 mesi. L’allattamento al seno è stato associato rispettivamente ad una riduzione, in termini di abbondanza e frequenza, di membri della famiglia delle Prevotellaceae.

Le allergie alimentari materne sono state associate a tassi più elevati di Prevotella e Alloprevotella rispettivamente al giorno 1 e a 6 mesi. 

Modalità di parto

Differenze nella composizione della comunità batterica della pelle sono state osservate nel primo giorno di vita e a 6 mesi tra i bambini nati attraverso diverse modalità di parto. In particolare, i neonati nati per via vaginale ospitavano una percentuale maggiore di batteri appartenenti a un tipico microbioma vaginale (ad es. Lactobacillus) e presentavano una maggiore diversità batterica rispetto ai bambini nati con parto cesareo.

È interessante notare che, nel primo giorno di vita, la comunità batterica cutanea dei bambini nati da parto cesareo o parto vaginale in acqua assomigliava più al microbioma cutaneo di un bambino di 3 mesi rispetto a quello dei bambini nati per via vaginale, la cui composizione batterica cutanea era più chiaramente diversa da quello dei bambini più grandi. 

Inoltre, nei bambini nati con parto cesareo, Lactobacillus, Staphylococcus e Pseudomonas sono risultati sottorappresentati al giorno 1. A 3 mesi, è stata anche riscontrata una maggiore perdita di acqua trans-epidermica nei bambini nati con parto cesareo di emergenza, rispetto ai bambini nati con parto cesareo programmato. 

Il parto cesareo, infine, è stato correlato a una maggiore frequenza di eczema nel primo anno di vita, con una tendenza simile per quanto riguarda la dermatite atopica.

Conclusioni

La comunità batterica cutanea subisce rilevanti cambiamenti durante il primo anno di vita, con diversi gruppi di taxa che colonizzano la pelle in tempi diversi. 

Questo sembra confermare l’ipotesi che il microbiota cutaneo della prima infanzia può essere associato a insorgenza tardiva di dermatite atopica, con diverse influenze esterne, tra cui modalità di parto, fattori ambientali e fattori materni quali l’allattamento al seno. 

Questi risultati meritano ulteriori approfondimenti sui meccanismi alla base dello sviluppo di malattie allergiche per un uso corretto di strategie preventive.

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