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Alcolismo: modulare il microbiota può aiutare a superare la dipendenza

Il disturbo di abuso di alcol determina alterazioni del microbiota intestinale. Un'opportuna terapia ridurrebbe la ricaduta nella dipendenza.
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Alcolismo: modulare il microbiota può aiutare a superare la dipendenza

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Stato dell'arte
Le persone con disturbo da abuso di alcol (dipendenza) presentano alterazioni delle funzioni cerebrali e del sistema immunitario, nonché cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale. Alcuni studi hanno dimostrato che cambiamenti microbici sono correlati alla gravità dei sintomi, craving incluso. Ma non è ancora chiaro se il microbiota intestinale abbia un ruolo in questo disturbo.
Cosa aggiunge questa ricerca
Analizzando la composizione del microbiota intestinale e vari aspetti della socialità in un gruppo di persone con dipendenza da alcol, i ricercatori hanno dimostrato che le alterazioni del microbiota sono associate a cambiamenti metabolici che influenzano alcuni processi comportamentali e neurologici come la depressione e la neurotrasmissione, noti per essere coinvolti nella dipendenza da alcol. Inoltre, la produzione di etanolo da parte di specifici batteri è associata a livelli inferiori di una molecola prodotta dal fegato, che potrebbero guidare le alterazioni neurologiche e comportamentali.
Conclusioni
I risultati suggeriscono che le terapie volte a ripristinare/modulare il microbiota intestinale attraverso, per esempio, la somministrazione di prebiotici potrebbero aiutare a ridurre il rischio di ricaduta nelle persone con dipendenza da alcol.

In questo articolo

È stato dimostrato che i microbi intestinali influenzano una varietà di funzioni, inclusa l’attività cerebrale. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che, nelle persone con disturbo da uso di alcol, definito nel DSM-5 come “uso problematico di alcol”, il microbiota intestinale può indurre cambiamenti nel metabolismo del fegato, portando a comportamenti sociali alterati e depressione.

I risultati, pubblicati su Cell Reports, suggeriscono che le terapie volte a ripristinare il microbiota intestinale potrebbero aiutare le persone con dipendenza da alcol.

Alterazioni correlate all’alcol

Gli individui con diagnosi di disturbo da abuso di alcol presentano alterazioni delle funzioni cerebrali e del sistema immunitario, nonché cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale.

Alcuni studi hanno dimostrato che i cambiamenti microbici sono correlati alla gravità dei sintomi, incluso il cosiddetto craving da alcol. Ma non è ancora chiaro se il microbiota intestinale abbia un ruolo in questo disturbo.

Per esplorare la relazione tra la composizione del microbiota intestinale e vari aspetti della socialità, Philippe de Timary e Nathalie Delzenne dell’Universite ́catholique de Louvain (Belgio) e i loro colleghi hanno studiato un gruppo di persone con disturbo da uso di alcol.

Permeabilità intestinale e alcol

In primo luogo, ai partecipanti allo studio è stato chiesto di compilare un questionario per valutare il loro benessere, l’autocontrollo, l’emotività e la vita sociale. Negli individui con sindrome dell’intestino permeabile (leaky gut) sono stati rilevati punteggi più bassi di vita sociale.

Altri due questionari sulla personalità hanno mostrato che anche l’introversione e l’ansia sociale sono associate alla permeabilità intestinale.

Per valutare il ruolo del microbiota nella tendenza di queste persone a sviluppare rapporti sociali, i ricercatori hanno trasferito batteri dall’intestino di persone con disturbo da uso di alcol e di donatori sani in quello dei topi.

Rispetto ai controlli, gli individui con disturbo da abuso di alcol avevano livelli ridotti di Faecalibacterium praustnizii, un batterio con proprietà antinfiammatorie, e una maggiore abbondanza di Lachnospiraceae.

I topi che hanno ricevuto microbi intestinali da persone con disturbo da uso di alcol hanno mostrato una diminuzione dell’abbondanza di Bacteroidetes e un aumento dei livelli di Firmicutes. Verrucomicrobia, inclusa Akkermansia muciniphila, sono risultati sostanzialmente più alti rispetto ai topi che hanno ricevuto microbi intestinali dai controlli.

Inoltre, i roditori che hanno ricevuto il trapianto fecale da persone con dipendenza da alcol sono risultati meno “socievoli” dei topi che hanno ricevuto microbi intestinali dai controlli e hanno mostrato un comportamento simile alla depressione e alti livelli di cortisolo nel sangue, che suggeriscono la presenza di alti livelli di stress.

L’asse intestino-fegato è centrale

Il cervello dei topi che hanno ricevuto microbi intestinali da donatori con dipendenza da alcol ha mostrato funzioni alterate, tra cui un’interruzione della neurotrasmissione e un aumento dell’infiammazione.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che la produzione di etanolo da parte di specie batteriche specifiche, tra cui Clostridium, Lactococcus e Akkermansia, è associata a livelli inferiori di beta-idrossibutirrato, una molecola prodotta dal fegato.

Il beta-idrossibutirrato è un substrato energetico per i neuroni ed è coinvolto in molte funzioni cerebrali. L’esposizione dei topi per 6 settimane a una dieta chetogenica ha ripristinato i livelli di beta-idrossibutirrato.

Anche nelle persone che non avevano assunto alcol per 3 settimane, i ricercatori hanno osservato bassi livelli plasmatici di beta-idrossibutirrato, difficoltà nelle relazioni sociali, depressione e alterazioni della funzione cerebrale.

I risultati suggeriscono quindi che il ripristino del microbiota intestinale attraverso, per esempio, la somministrazione di prebiotici potrebbe ridurre il rischio di ricaduta nelle persone con disturbo da uso di alcol.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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