L’obesità è in aumento in tutto il mondo, colpisce sia gli adulti sia i bambini e innalza il rischio di gravi problemi di salute come diabete, malattie cardiache e tumori.
Precedenti studi hanno dimostrato che gli adulti obesi presentano spesso alterazioni del microbiota intestinale, ma un recente studio non ha riscontrato alcuna correlazione tra i microbi presenti nell’intestino nella prima infanzia e l’obesità, la composizione corporea o l’indice di massa corporea (IMC) negli anni successivi.
I risultati, pubblicati su Med, indicano dunque che la composizione del microbiota intestinale nella prima infanzia non sembra rappresentare un fattore chiave nel determinare il rischio di obesità. Tuttavia, i ricercatori affermano che, se tale associazione dovesse invece esistere, potrebbe essere più complessa e potenzialmente influenzata da fattori che emergono più avanti nella vita, tra cui eventuali cambiamenti nello stile di vita.
Obesità e microbioma
L’obesità infantile è particolarmente preoccupante perché può portare a problemi di salute a lungo termine. Studi precedenti hanno dimostrato un legame tra questa condizione e cambiamenti nell’equilibrio di due phyla batterici presenti nell’intestino umano, Firmicutes e Bacteroidetes. Tuttavia, non è ancora chiaro se questi cambiamenti siano una causa o una conseguenza dell’obesità.
Per studiare come il microbiota nella prima infanzia possa influenzare il rischio di obesità negli anni successivi, Christina Egeø Poulsen dell’Università di Copenaghen e i suoi colleghi hanno analizzato i dati della coorte di nascita del Copenhagen Prospective Studies on Asthma in Childhood 2010 (COPSAC2010), che ha monitorato 700 bambini danesi dalla nascita fino all’età di 10 anni.
Rischio di obesità
Nello studio COPSAC2010 è stato misurato il BMI dei partecipanti in diversi momenti nel corso dei primi 10 anni di vita. All’età di 10 anni, il 19% dei bambini è risultato sovrappeso, il 7% obeso e il 47% era caratterizzato da un early adiposity rebound, un fenomeno per cui si verifica un rapido aumento del BMI in età infantile, che è spesso collegato al successivo sviluppo di obesità.
Lo studio ha anche esaminato il microbiota intestinale in cinque momenti (1 settimana, 1 mese, 1 anno, 4 anni e 6 anni), nonché la composizione corporea all’età di 6 anni. Mentre alcuni fattori prenatali e della prima infanzia, tra cui le dimensioni del bambino alla nascita, sono risultati associati al BMI, l’analisi non ha mostrato alcuna correlazione tra la diversità del microbiota intestinale nei primi anni di vita e il successivo sviluppo di obesità o adiposity rebound.
Tuttavia, una maggiore diversità del microbiota intestinale a 1 settimana e a 6 anni è risultata associata a un livello di massa grassa inferiore e di massa magra superiore all’età di 6 anni. È stata inoltre riscontrata una modesta associazione tra la composizione del microbiota intestinale a 1 settimana, 1 mese e 1 anno d’età con il BMI e la composizione corporea a 10 anni.
Influenza minima
Successivamente, i ricercatori hanno analizzato il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes, nonché i livelli di altre specie batteriche che sono state collegate all’obesità in studi precedenti.
Dai dati ottenuti non è però emersa alcuna associazione significativa.
Utilizzando un approccio di machine learning, il team ha anche eseguito alcuni test per prevedere il BMI all’età di 10 anni in base alla composizione del microbiota intestinale nella prima infanzia: il modello è risultato accurato quando testato su un set di dati di “addestramento”, ma non è riuscito a prevedere il BMI utilizzando dati che non aveva mai analizzato prima.
Conclusioni
I risultati suggeriscono dunque che il microbiota intestinale nella prima infanzia ha un’influenza minima sul rischio di obesità e che fattori come il BMI materno e le dimensioni alla nascita rivestono un ruolo più importante.
I risultati indicano inoltre che le alterazioni del microbiota intestinale sembrano essere una conseguenza piuttosto che una causa dell’obesità.
