L’endometriosi è una condizione a lungo termine che colpisce fino a 198 milioni di donne in tutto il mondo e può portare all’infertilità.
Di recente un gruppo di ricercatori ha scoperto un collegamento tra questa condizione e la comunità di microbi che vivono nell’intestino, identificando metaboliti microbici che potrebbero aiutare a diagnosticare l’endometriosi.
I risultati, pubblicati su Med, mostrano anche che l’endometriosi e le malattie infiammatorie intestinali (IBD) condividono molti sintomi, il che potrebbe spiegare perché l’endometriosi è spesso diagnosticata erroneamente come IBD.
Endometriosi e microbioma intestinale
L’endometriosi si sviluppa quando un tessuto simile al rivestimento dell’utero cresce al di fuori di esso, causando infiammazione e dolore.
La diagnosi di questa condizione in genere comporta un intervento chirurgico invasivo e, anche quando le lesioni vengono rimosse chirurgicamente, i sintomi si ripresentano nel 75% dei casi.
Studi precedenti condotti in modelli animali hanno dimostrato che alcuni batteri intestinali e i loro prodotti, come il butirrato, possono avere effetti protettivi contro l’endometriosi. Tuttavia, non è ancora chiaro se specifici metaboliti batterici possano aiutare a diagnosticare la condizione.
Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Chandni Talwar del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, hanno analizzato campioni di feci di 18 donne con endometriosi e 31 donne sane.
Biomarker batterici e metabolici
Dai dati ottenuti è emerso che le donne con endometriosi hanno un profilo di microbiota intestinale distinto rispetto alle donne sane.
Molte delle alterazioni microbiche rispecchiano quelle riscontrate nelle persone con malattie infiammatorie intestinali (IBD), suggerendo un possibile collegamento tra le due condizioni.
Nei campioni di feci di donne con endometriosi, i ricercatori hanno inoltre identificato 22 metaboliti prodotti dai batteri intestinali che differivano da quelli osservati nelle donne sane. Di questi metaboliti, 12 hanno mostrato un potenziale diagnostico per l’endometriosi.
In particolare, i livelli di 4-idrossiindolo, che è prodotto da microbi intestinali come Faecalibacterium e Bacteroides e si pensa abbia proprietà antinfiammatorie, sono risultati minori nelle donne con questa condizione.
Possibile bersaglio terapeutico
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che nei topi con endometriosi, il 4-idrossiindolo ha ridotto la progressione, le dimensioni e l’infiammazione delle lesioni, nonché il dolore associato.
Gli effetti benefici di questo metabolita sono stati associati a una riduzione dell’infiammazione e dell’infiltrazione di macrofagi.
Ciò suggerisce che il 4-idrossiindolo potrebbe avere un ruolo protettivo nella malattia.
«Il nostro studio è il primo ad aver identificato una firma metabolica nelle feci di donne con endometriosi, che potrebbe essere utilizzata per giungere a una diagnosi non invasiva di questa condizione. Inoltre, il 4-idrossiindolo potrebbe rappresentare un candidato terapeutico per contrastare l’endometriosi».
