Nel microbioma intestinale possibili target terapeutici per l’endometriosi

I risultati suggeriscono che il 4-idrossiindolo potrebbe essere un promettente biomarcatore per la diagnosi dell'endometriosi.
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Nel microbioma intestinale possibili target terapeutici per l’endometriosi

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Stato dell'arte

L’endometriosi è una condizione cronica che colpisce fino a 198 milioni di donne in tutto il mondo e che può portare all’infertilità. Si verifica quando un tessuto simile al rivestimento dell’utero cresce al di fuori di esso, causando infiammazione e dolore. La diagnosi di questa condizione in genere comporta un intervento chirurgico invasivo e anche quando le lesioni vengono rimosse chirurgicamente, i sintomi ritornano nel 75% dei casi.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno analizzato campioni di feci di 18 donne con endometriosi e hanno scoperto un profilo di microbiota intestinale distinto rispetto alle donne sane. Molte delle alterazioni microbiche nelle donne con endometriosi rispecchiano quelle riscontrate nelle persone con malattie infiammatorie intestinali (IBD), suggerendo un possibile collegamento tra le due condizioni. Le donne con endometriosi presentavano anche livelli ridotti di 4-idrossiindolo, un metabolita prodotto da batteri intestinali come Faecalibacterium e Bacteroides che si ritiene abbia proprietà antinfiammatorie. La somministrazione del metabolita a topi con endometriosi ha ridotto le dimensioni e l’infiammazione delle lesioni.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che il 4-idrossiindolo potrebbe essere un promettente biomarcatore per la diagnosi dell’endometriosi. I risultati mostrano anche che l’endometriosi e le IBD condividono molti sintomi, il che potrebbe spiegare perché l’endometriosi viene spesso diagnosticata erroneamente come IBD.

In questo articolo

L’endometriosi è una condizione a lungo termine che colpisce fino a 198 milioni di donne in tutto il mondo e può portare all’infertilità. 

Di recente un gruppo di ricercatori ha scoperto un collegamento tra questa condizione e la comunità di microbi che vivono nell’intestino, identificando metaboliti microbici che potrebbero aiutare a diagnosticare l’endometriosi.

I risultati, pubblicati su Med, mostrano anche che l’endometriosi e le malattie infiammatorie intestinali (IBD) condividono molti sintomi, il che potrebbe spiegare perché l’endometriosi è spesso diagnosticata erroneamente come IBD.

Endometriosi e microbioma intestinale

L’endometriosi si sviluppa quando un tessuto simile al rivestimento dell’utero cresce al di fuori di esso, causando infiammazione e dolore. 

La diagnosi di questa condizione in genere comporta un intervento chirurgico invasivo e, anche quando le lesioni vengono rimosse chirurgicamente, i sintomi si ripresentano nel 75% dei casi.

Studi precedenti condotti in modelli animali hanno dimostrato che alcuni batteri intestinali e i loro prodotti, come il butirrato, possono avere effetti protettivi contro l’endometriosi. Tuttavia, non è ancora chiaro se specifici metaboliti batterici possano aiutare a diagnosticare la condizione.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Chandni Talwar del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, hanno analizzato campioni di feci di 18 donne con endometriosi e 31 donne sane.

Biomarker batterici e metabolici

Dai dati ottenuti è emerso che le donne con endometriosi hanno un profilo di microbiota intestinale distinto rispetto alle donne sane. 

Molte delle alterazioni microbiche rispecchiano quelle riscontrate nelle persone con malattie infiammatorie intestinali (IBD), suggerendo un possibile collegamento tra le due condizioni.

Nei campioni di feci di donne con endometriosi, i ricercatori hanno inoltre identificato 22 metaboliti prodotti dai batteri intestinali che differivano da quelli osservati nelle donne sane. Di questi metaboliti, 12 hanno mostrato un potenziale diagnostico per l’endometriosi.

In particolare, i livelli di 4-idrossiindolo, che è prodotto da microbi intestinali come Faecalibacterium e Bacteroides e si pensa abbia proprietà antinfiammatorie, sono risultati minori nelle donne con questa condizione.

Possibile bersaglio terapeutico

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che nei topi con endometriosi, il 4-idrossiindolo ha ridotto la progressione, le dimensioni e l’infiammazione delle lesioni, nonché il dolore associato.

Gli effetti benefici di questo metabolita sono stati associati a una riduzione dell’infiammazione e dell’infiltrazione di macrofagi. 

Ciò suggerisce che il 4-idrossiindolo potrebbe avere un ruolo protettivo nella malattia.

«Il nostro studio è il primo ad aver identificato una firma metabolica nelle feci di donne con endometriosi, che potrebbe essere utilizzata per giungere a una diagnosi non invasiva di questa condizione. Inoltre, il 4-idrossiindolo potrebbe rappresentare un candidato terapeutico per contrastare l’endometriosi».

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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