Isoflavoni della soia modificano il microbiota e potrebbero alleviare i sintomi della sclerosi multipla

Gli isoflavoni della soia consentirebbero la proliferazione di batteri intestinali che possono migliorare gli esiti della sclerosi multipla.
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Isoflavoni della soia modificano il microbiota e potrebbero alleviare i sintomi della sclerosi multipla

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Stato dell’arte
Diversi studi hanno dimostrato che i pazienti con sclerosi multipla hanno un microbiota intestinale diverso rispetto agli individui sani. In particolare non sono presenti batteri in grado di scomporre gli isoflavoni, nutrienti contenuti nella soia e in altri alimenti.

Cosa aggiunge questo studio
Mediante esperimenti su un modello murino di sclerosi multipla, i ricercatori hanno dimostrato che una dieta ricca di isoflavoni può influenzare la composizione del microbiota intestinale e ridurre i sintomi. 

Conclusioni
I risultati suggeriscono che cambiamenti nella dieta possono promuovere lo sviluppo di un microbiota intestinale in grado di alleviare i sintomi della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla può portare a debolezza muscolare, cecità e persino alla morte. Di recente, uno studio condotto su modelli murini ha suggerito che una dieta ricca di isoflavoni può alterare il microbiota intestinale e ridurre i sintomi della sclerosi multipla.

Precedenti studi hanno dimostrato che i pazienti con sclerosi multipla hanno un microbiota intestinale diverso rispetto agli individui sani.

In particolare, nel microbiota dei pazienti con sclerosi multipla non sono presenti batteri in grado di scomporre gli isoflavoni, nutrienti che si trovano comunemente nella soia e in altri alimenti.

Tuttavia, non è ancora chiaro come le differenze nel microbiota intestinale contribuiscano alla progressione della sclerosi multipla e se cambiamenti nella dieta possano influenzare il decorso della malattia.

Microbiota intestinale e isoflavoni della soia

Per studiare come gli isoflavoni influenzano la sclerosi multipla, Ashutosh Mangalam della University of Iowa e i suoi colleghi hanno alimentato per 6 settimane 3 gruppi di topi femmina rispettivamente con una dieta ricca di isoflavoni, una priva di isoflavoni o una standard con livelli moderati di isoflavoni.

Quindi, i ricercatori hanno indotto nei topi lo sviluppo di una condizione simile alla sclerosi multipla.

I topi alimentati con la dieta priva di isoflavoni hanno mostrato gravi sintomi di sclerosi multipla, mentre quelli che hanno ricevuto la dieta standard hanno mostrato sintomi intermedi.

Il gruppo di topi che ha assunto una dieta ricca di isoflavoni ha invece manifestato una malattia molto meno grave.

Inoltre, il loro lo stato di salute, rispetto ai roditori alimentati con la dieta priva di isoflavoni, è peggiorato più lentamente e nel loro intestino sono stati rilevati alti livelli di Adlercreutzia e Parabacteroides distasonis.

Entrambi questi microbi metabolizzano gli isoflavoni e sono stati precedentemente individuati nell’intestino di individui sani, ma non nei pazienti con sclerosi multipla.

I topi con una dieta priva di isoflavoni hanno invece mostrato un aumento dei livelli di Akkermansia muciniphila, che è spesso abbondante negli individui con sclerosi multipla.

Dieta e sintomi della sclerosi multipla

I ricercatori hanno quindi eseguito un trapianto fecale da roditori sani alimentati con una dieta ricca di isoflavoni.

I topi riceventi alimentati con una dieta priva di isoflavoni hanno mostrato sintomi peggiori rispetto ai riceventi alimentati con una dieta ricca di isoflavoni. La dieta del ricevente sembra quindi influenzare l’efficacia dei trapianti di microbiota fecale.

«I risultati suggeriscono che l’assunzione di nutrienti e la qualità complessiva della dieta possono alterare il decorso della sclerosi multipla. I topi nutriti con una dieta ricca di isoflavoni manifestano infatti una sintomatologia più lieve. Questi nutrienti sembrano quindi in grado di consentire la proliferazione di specifici batteri intestinali che possono migliorare gli esiti della malattia» concludono gli autori dello studio.

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