La depressione potrebbe “nascere” nell’intestino

Una nuova ricerca dimostra un legame tra specifici microbi intestinali e bassi livelli di testosterone, che potrebbe essere all’origine di sintomi depressivi.
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Stato dell’arte
La depressione è una delle principali cause di disabilità in tutto il mondo ed è stato dimostrato che bassi livelli di testosterone possono portare a sintomi depressivi.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno isolato il batterio Mycobacterium neoaurum da persone affette da depressione e hanno scoperto che è in grado di degradare il testosterone. La somministrazione di M. neoaurum ai ratti riduce i livelli di testosterone inducendo un comportamento simil-depressivo. La concentrazione di questo enzima sembra essere maggiore nelle persone affette da depressione.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che la sintesi da parte di microbi intestinali di enzimi di degradazione del testosterone è associata a sintomi depressivi.

Una nuova ricerca dimostra un legame tra specifici microbi intestinali e bassi livelli di testosterone, che potrebbe essere all’origine di sintomi depressivi.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, dimostrano che l’espressione nei microbi intestinali di enzimi di degradazione del testosterone è associata a comportamenti simil-depressivi, suggerendo così il ruolo dei microbi intestinali in alcune forme di depressione.

Testosterone, microbiota e depressione

Il testosterone è un ormone steroideo prodotto nei testicoli, nelle ghiandole surrenali e nel tessuto adiposo. 

Studi recenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale può modificare il rapporto tra forme attive e inattive di alcuni ormoni steroidei, influenzandone i livelli ematici. 

Tuttavia, rimangono da chiarire le cause della mancanza in alcuni soggetti di testosterone.

Il team di ricercatori guidato da Zhongchun Liu, Gaohua Wang, Yan Li e Tiangang Liu della Wuhan University ha ipotizzato che alcuni microbi presenti nell’intestino dei soggetti affetti da depressione possano degradare il testosterone, con conseguente abbassamento dei livelli ematici di questo ormone. 

Degradazione del testosterone 

In primo luogo, i ricercatori hanno analizzato i valori di testosterone in 77 persone affette da depressione e in 102 individui di controllo, scoprendo livelli di testosterone inferiori alla media rispettivamente nel 55% e nell’11% dei casi.

Il trapianto nei ratti di batteri intestinali prelevati da persone con depressione ha abbassato i livelli di testosterone e indotto sintomi simil-depressivi nei roditori.

Successivamente, il team ha scoperto che Mycobacterium neoaurum è l’unico microbo presente nelle feci di soggetti affetti da depressione in grado di degradare il testosterone.

Mycobacterium neoaurum responsabile della depressione?

Per capire se M. neoaurum possa causare sintomi depressivi, i ricercatori lo hanno somministrato, mediante una sonda gastrica, ai ratti, osservando poi in questi animali comportamenti simil-depressivi e livelli di testosterone nel sangue e nel cervello più bassi rispetto ai ratti di controllo. 

Il trattamento dei ratti con antibiotici ha però normalizzato sia i livelli di testosterone sia il comportamento.

Effetti simili sono stati osservati quando ai ratti sono stati somministrati batteri Escherichia coli che esprimono la 3β-idrossisteroide deidrogenasi (3β-HSD), un enzima che degrada il testosterone. I comportamenti depressivi sono stati alleviati dalla somministrazione di testosterone.

I ricercatori hanno infine scoperto che il 3β-HSD è l’enzima chiave che media la degradazione del testosterone in M. neoaurum e la sua prevalenza sembra essere maggiore nelle persone affette da depressione rispetto alla popolazione generale.

Conclusioni

«Il nostro studio ha rivelato un meccanismo che potenzialmente associa la degradazione del testosterone da parte dei microbi intestinali che esprimono 3β-HSD a un elevato rischio di depressione», affermano gli autori. 

Questi risultati potrebbero dunque favorire lo sviluppo di strategie in grado di prevenire la carenza di testosterone e i disturbi depressivi.

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