Schizofrenia: piccolo studio individua possibile ruolo del microbioma intestinale

Una nuova ricerca ha scoperto differenze nella composizione del microbiota intestinale tra le persone con questa condizione e un gruppo di soggetti di controllo.
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Schizofrenia: piccolo studio individua possibile ruolo del microbioma intestinale

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Stato dell'arte

La schizofrenia è una condizione mentale caratterizzata da distorsioni nel pensiero, nella percezione e nel comportamento, che colpisce circa l’1-2% della popolazione mondiale. Precedenti studi hanno dimostrato che i microbi intestinali influenzano il cervello attraverso l’asse intestino-cervello, ma non è ancora chiaro se e come siano associati alla schizofrenia.

Cosa aggiunge questa ricerca

Mediante l’analisi di campioni di feci di persone affette da schizofrenia i ricercatori hanno rilevato una ridotta diversità microbica in questi soggetti rispetto a quelli di controllo. Tra i cambiamenti del microbiota, è stato riscontrato in particolare un aumento delle specie Lactobacillus e una diminuzione di Bacteroides. I pazienti con sintomi più gravi hanno mostrato alterazioni più pronunciate nella composizione del microbiota intestinale rispetto a quelli con sintomi più lievi: ad esempio, livelli più elevati di Lactobacillus sono risultati collegati a difficoltà cognitive ed emotive più gravi.

Conclusioni

I risultati potrebbero favorire la messa a punto di interventi potenzialmente in grado di ripristinare un microbiota intestinale sano e alleviare alcuni dei sintomi della schizofrenia, come per esempio la somministrazione di probiotici e prebiotici e modifiche dietetiche.

In questo articolo

La schizofrenia è una condizione mentale caratterizzata da distorsioni nel pensiero, nella percezione e nel comportamento, che colpisce circa l’1-2% della popolazione mondiale. Una nuova ricerca ha scoperto differenze nella composizione del microbiota intestinale tra le persone con questa condizione e un gruppo di soggetti di controllo.

I risultati, pubblicati su PLOS ONE, potrebbero favorire la messa a punto di interventi potenzialmente in grado di ripristinare un microbiota intestinale sano e alleviare alcuni dei sintomi della schizofrenia, come per esempio la somministrazione di probiotici e prebiotici e modifiche dietetiche.

Precedenti studi hanno dimostrato che i microbi intestinali possono influenzare il cervello attraverso l’asse intestino-cervello. Ad esempio, Clostridium coccoides è stato associato al peggioramento dei sintomi della schizofrenia ed è stato dimostrato che le infezioni batteriche innescano una risposta infiammatoria nell’intestino, rilasciando sostanze infiammatorie nel flusso sanguigno che possono influenzare le funzioni cerebrali. Tuttavia, non è ancora chiaro se e come i microbi intestinali siano associati alla schizofrenia.

Per rispondere a questa domanda i ricercatori guidati da YiMeng Wang dell’Inner Mongolia Medical University di Hohhot, in Cina, hanno analizzato campioni di feci di 29 persone con schizofrenia e 30 soggetti di controllo.

Profili del microbiota

I microbi più abbondanti nell’intestino dei pazienti con schizofrenia sono risultati Clostridia, Bacteroidia, Coriobacteriia, Gammaproteobacteria, Actinobacteria, Erysipelotrichia, Bacilli, Betaproteobacteria, Deltaproteobacteria e Verrucomicrobiae.

Il team ha anche rilevato una ridotta diversità microbica e alterazioni nella composizione del microbiota intestinale, in particolare un aumento delle specie Lactobacillus e una diminuzione di Bacteroides, nelle persone con schizofrenia rispetto ai soggetti di controllo. 

Sintomi clinici

I pazienti con sintomi di schizofrenia più gravi hanno mostrato alterazioni più pronunciate nel microbiota intestinale rispetto a quelli con una sintomatologia più lieve: ad esempio, livelli più elevati di Lactobacillus sono risultati associati a difficoltà cognitive ed emotive più gravi.

Sulla base dei risultati ottenuti il team ha ipotizzato che i microbi intestinali possano contribuire allo sviluppo della schizofrenia mediante la produzione di sostanze neuroattive, modulando il sistema immunitario e influenzando la permeabilità intestinale, tutti fattori che possono avere un impatto sulle funzioni cerebrali.

«I taxa batterici identificati in questo studio potrebbero essere importanti nell’eziologia e nella progressione della schizofrenia. Tuttavia, i risultati ottenuti dovranno essere confermati da studi più ampi per ottenere ulteriori dati sugli effetti del microbiota intestinale» concludono i ricercatori. 

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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