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Studio USA scopre possibile anello di congiunzione tra microbiota intestinale e ritmi circadiani

Uno studio ha dimostrato che il microbiota intestinale influenza i ritmi circadiani. Ma c'è dell'altro. Ecco quanto emerge dalle pagine di Science.
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Studio USA scopre possibile anello di congiunzione tra microbiota intestinale e ritmi circadiani

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Stato dell'arte
Il ritmo circadiano – il processo che regola il ciclo sonno-veglia – è influenzato da molti fattori, incluso il microbiota intestinale, ma rimane da capire come agiscono i microrganismi intestinali e come regolano il metabolismo dei mammiferi.
Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno scoperto che alcuni batteri intestinali regolano i ritmi circadiani dell’espressione dei geni metabolici alterando l’acetilazione degli istoni, un meccanismo circadiano-epigenetico chiave. Nelle cellule epiteliali dell’intestino tenue dei topi è stato infatti osservato che il microbiota promuove l’espressione dell’enzima deacetilasi 3 (HDAC3), che causa oscillazioni giornaliere sincronizzate nell’espressione dei geni metabolici legati al trasporto di nutrienti e al metabolismo lipidico. Inoltre, dai dati ottenuti è emerso che interrompere il ciclo circadiano della luce e l’espressione di HDAC3 sembra peggiorare l’obesità indotta dalla dieta.
Conclusioni
Lo studio dimostra che l’alterazione dei ritmi circadiani nei topi influisce sul loro metabolismo e aumenta il rischio di disturbi metabolici. I risultati suggeriscono quindi un potenziale legame nell’uomo tra modificazioni del microbiota e obesità.

In questo articolo

Uno studio condotto nei topi ha dimostrato che i microrganismi intestinali influenzano i ritmi circadiani sincronizzando le oscillazioni nell’espressione dei geni correlati al trasporto di nutrienti e al metabolismo lipidico.

Secondo quanto emerso dai risultati della ricerca, pubblicata su Science, è stato identificato un meccanismo chiave attraverso il quale i microrganismi intestinali controllano il metabolismo dell’ospite; inoltre, sembra che un’alterazione del microbiota sia associata a un aumento del rischio di disturbi metabolici.

Nonostante sia noto che il ritmo circadiano –  il processo che regola il ciclo sonno-veglia – è influenzato da molti fattori, incluso il microbiota intestinale, rimane da capire come agiscono i microrganismi intestinali e come regolano il metabolismo dei mammiferi.

Modifica dell’espressione genica

Poiché l’acetilazione degli istoni rappresenta un meccanismo chiave attraverso il quale i cicli circadiani generano oscillazioni nell’espressione dei geni metabolici, Zheng Kuang e i suoi colleghi del Southwestern Medical Center (Università del Texas) hanno iniziato a valutare l’influenza del microbiota intestinale sull’espressione dei geni circadiani dell’ospite attraverso modifiche a livello degli istoni.

Analizzando le cellule epiteliali dell’intestino tenue dei topi, i ricercatori hanno scoperto che alcuni batteri favoriscono l’espressione dell’enzima deacetilasi 3 (HDAC3), che causa oscillazioni giornaliere sincronizzate nell’espressione dei geni metabolici legati al trasporto di nutrienti e al metabolismo lipidico.

D’altro canto, topi germ-free (ovvero privi di qualunque microrganismo), non hanno mostrato lo stesso ritmo circadiano in termini di metabolismo.

Legame con l’obesità

Dai dati ottenuti è emerso che interrompere il ciclo circadiano della luce e l’espressione di HDAC3 peggiora l’obesità indotta dalla dieta. Inoltre, i topi privi del gene HDAC3 nell’epitelio intestinale sembrano essere protetti dall’obesità indotta dalla dieta, dall’intolleranza al glucosio e dal fegato grasso.

Anche se non è chiaro come il microbiota intestinale regoli HDAC3 nell’epitelio intestinale, i risultati suggeriscono che nell’uomo l’alterazione del “dialogo” tra l’orologio circadiano e il microbiota intestinale potrebbe favorire la disfunzione metabolica e l’obesità.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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