Coliche neonato: probiotico riduce sintomi e infiammazione intestinale

19 Aprile 2018

A.O.U. Citta della Salute e della Scienza di Torino, Torino
Università di Torino, Torino (studio originale)

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Probiotici a base di Lactobacillus reuteri DSM 17938 riducono la durata del pianto da coliche infantili aumentando di contro l’espressione di fattori di trascrizione quali RORγ o FOXP3, a loro volta coinvolti nella risposta immunitaria. Anche il grado di infiammazione intestinale sembrerebbe trarne benefici.

È quanto conclude uno studio tutto italiano condotto da Francesco Savino e colleghi, pubblicato su The Journal of Pediatrics.

Ancora poco chiara l’eziologia delle coliche infantili

Le coliche infantili sono di norma caratterizzate da pianto e agitazione, senza un’apparente motivazione, per più di tre ore al giorno e per più di tre giorni a settimana.

Benché sia un disturbo che si risolve da solo e generalmente privo di grosse conseguenze, rappresenta uno dei principali problemi di salute nei primi quattro mesi di vita.

Numerose sono le ipotesi riguardo la sua eziologia, ancora poco chiara. Tra queste, sulla base di crescenti evidenze, è possibile farci rientrare anche il microbiota intestinale.

Nei bambini colpiti da colica, diversamente dai soggetti sani, sono stati infatti osservati elevati livelli di E. coli, C. difficile e Klebsiella mentre ridotti quelli di Lactobacillus e Bifidobacterium.

Una disbiosi potrebbe perciò comportare sia a un’alterata motilità intestinale che a un incremento della produzione gassosa con conseguente dolore e tensione addominale.

Come il microbiota influenzi il sistema immunitario e lo sviluppo di patologie ad esso correlate è ancora del tutto da scoprire seppur fattori quali RORγ (retinoid-related orphan receptor-γ) e FOXP3 (forkhead box P3) sembrerebbero avere un ruolo importante. Quest’ultimo, FOXP3, è in grado di indurre i linfociti Th17 e le cellule di regolazione Treg a livello del colon, modulando in questo modo la risposta immunitaria intestinale.

Oltre a questi mediatori, anche la calprotectina fecale, presente in neutrofili e monociti, è un parametro utile da considerare nella valutazione del grado di infiammazione, tipica nell’insorgenza di coliche, grazie alle sue proprietà battericide, batteriostatiche e fungicide.

Da ultimo, Lactobacillus reuteri DSM 17938 ha precedentemente dimostrato, tra le altre, attività antimicrobiche e anti-infiammatorie.

Lo studio sul probiotico Lactobacillus reuteri DSM 17938

Considerando tutte queste evidenze, i ricercatori torinesi hanno perciò voluto testare proprio Lactobacillus reuteri DSM 17938 in bambini con colica (n=60) e non (n=27) valutando la durata del loro pianto, i valori di RORγ e FOXP3 espressi dal microbiota intestinale e quelli di calprotectina fecale per un totale di 30 giorni di osservazione.

Per avere un confronto e determinare quindi la reale efficacia del probiotico, il gruppo dei bambini con colica è stato ulteriormente suddiviso in due sottogruppi rispettivamente con (n=32) e senza il supplemento ma con placebo (n=28).

Per le analisi sono perciò stati collezionati campioni ematici e fecali abbinati a questionari valutativi a cura dei genitori e diari nei quali registrare i diversi episodi di pianto.

Nella prima parte dello studio sono stati considerati solo i bambini con colica, comparando tra loro i due sottogruppi. Nella seconda parte invece il confronto ha riguardato i bambini sani, o controlli, e, in generale, quelli con coliche.

Riduzione dei sintomi delle coliche con Lactobacillus reuteri DSM 17938

Andando a esaminare i risultati ottenuti dalla prima tranche di studio è emerso come i parametri al baseline siano omogenei ma di come il 75% dei bambini nel gruppo con probiotico abbia dimezzato la durata del pianto a un mese, percentuale che scende a circa il 36% nel gruppo con placebo.

In seguito al supplemento di Lactobacillus reuteri DSM 17938 si è registrato inoltre un aumento nella concentrazione di RORγ (da 0.81 a 0.99) ma soprattutto di FOXP3 (da 1.21 a 1.83), con un conseguente declino del rapporto RORγ/FOXP3 che passa da 0.61 il giorno del reclutamento a 0.48 al termine dello studio. Tali cambiamenti non sono stati invece registrati nel gruppo con placebo nel quale, al contrario, i valori per entrambi i fattori sono leggermente diminuiti durante lo studio.

Marcata è poi la riduzione della calprotectina fecale nel gruppo in trattamento presentando valori pari a 165µg/g a 30 giorni vs 541 µg/g al baseline. Al contrario, anche in questo caso, il gruppo di controllo non ha presentato complessivamente alcuna variazione significativa.

Nella seconda fase dello studio sono stati invece considerati come confronto i bambini sani.

Nessuna differenza sostanziale è stata notata tra i due gruppi rispetto ai valori di  RORγ/FOXP3 mentre per quanto riguarda la calprotectina i bambini con coliche hanno presentato livelli notevolmente maggiori rispetto ai sani, pari a 500 µg/g e 145 µg/g rispettivamente, oltre che una più elevata espressione di E. coli a livello intestinale.

Da ultimo, anche la durata e gli episodi di pianto, com’era ragionevole aspettarsi, hanno presentato andamenti diversificati tra i due gruppi e molto minori nei controlli sani (55.2 minuti/die per i sani vs 299.66 minuti/die per i bambini con coliche).

In conclusione, i risultati di questo studio, in linea con i precedenti, hanno dimostrato come la somministrazione del probiotico Lactobacillus reuteri in bambini con coliche durante i primi mesi di vita aiuti nella loro risoluzione, diminuendo il pianto, via principale di comunicazione del disturbo in quest’età, e i parametri associati all’infiammazione che ne sta alla base. Si osserva inoltre un aumento di FOXP3, fattore di trascrizione coinvolto nella risposta immunitaria.

Silvia Radrezza

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