Microbioma del neonato: anche il luogo del parto (ospedale o casa) può fare la differenza 

I risultati di un recente studio suggeriscono che i fattori ambientali sono importanti per lo sviluppo di un microbiota sano.
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Microbioma del neonato: anche il luogo del parto (ospedale o casa) può fare la differenza 

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Stato dell'arte

L’intestino del neonato viene inizialmente colonizzato dai microbi trasmessi dalla madre; questa colonizzazione microbica precoce è importante per la creazione di un microbiota ottimale, che può favorire un buono stato di salute più avanti nella vita. Tuttavia, non è chiaro in che modo diversi fattori, come modalità e luogo di nascita, influenzino il microbiota dei neonati.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno raccolto e analizzato campioni fecali di 73 neonati e dei loro genitori per più di un anno. Nei neonati nati in casa o in ospedale sono state riscontrate tempistiche della trasmissione e composizione del microbiota intestinale diverse. Anche l’allattamento al seno sembra avere un ruolo nella trasmissione del microbiota, supportando la colonizzazione e la stabilità di ceppi batterici benefici durante il primo anno di vita.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che i fattori ambientali sono importanti per lo sviluppo di un microbiota sano.

In questo articolo

L’intestino del neonato viene inizialmente colonizzato dai microbi trasmessi dalla madre; questa colonizzazione microbica precoce è importante per la creazione di un microbiota ottimale, che può favorire un buono stato di salute più avanti nella vita. 

Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che il luogo in cui nasce un neonato, ovvero a casa o in ospedale, influenza la trasmissione dei batteri intestinali.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, suggeriscono dunque che i fattori ambientali sono importanti per lo sviluppo di un microbiota sano.

Microbioma e parto cesareo

Ricerche precedenti hanno dimostrato che esporre i neonati nati da parto cesareo al microbiota della madre subito dopo la nascita può rendere la loro composizione microbica più simile a quella dei neonati nati per via vaginale. 

Tuttavia, non è chiaro in che modo altri fattori, come la modalità e il luogo del parto, influenzino il microbiota dei neonati.

Per rispondere a questa domanda, Marta Selma-Royo dell’Institute of Agrochemistry and Food Technology di Valencia, in Spagna, e i suoi colleghi hanno raccolto e analizzato per più di un anno campioni fecali di 73 neonati, 21 nati con parto cesareo e 52 per via vaginale. 

Il team ha anche raccolto campioni fecali dai genitori dei neonati e ha eseguito analisi per identificare e confrontare i ceppi batterici.

Dove avviene il parto

Dai dati ottenuti è emerso che il microbiota del neonato è inizialmente dominato da specie di Escherichia coli e Bifidobacterium, ma si diversifica progressivamente e diventa via via più simile a quello di un adulto entro i 12 mesi, influenzato dall’introduzione di cibi solidi.

I ricercatori hanno scoperto che il fatto che un neonato nasca a casa o in ospedale influenza il microbiota più della modalità di parto. 

Nei neonati nati a casa o in ospedale sono state infatti riscontrate tempistiche della trasmissione e composizione del microbiota intestinale differenti.

In linea con i risultati di studi precedenti, anche la modalità di parto ha influenzato il microbiota del neonato: il parto vaginale ha facilitato la trasmissione di specifiche specie batteriche, tra cui Agathobaculum butyriciproducens, Ruminococcus torques e Bacteroides vulgatus, indipendentemente dal luogo del parto.

Seeding batterico

Sebbene sia stato osservato che la modalità e il luogo del parto influenzano la composizione del microbiota di un neonato, alcune specie batteriche come Bifidobacterium longum e Blautia wexlerae sono state trasmesse indipendentemente da questi due fattori.

Analizzando 27 campioni di latte umano, il team ha anche scoperto che molte specie presenti nel latte, come Staphylococcus epidermidis, erano abbondanti anche nell’intestino del neonato durante i primi sei mesi di vita. Tuttavia, i livelli di queste specie tendono a diminuire nel corso del primo anno.

«I nostri risultati suggeriscono che il latte umano potrebbe rappresentare una delle fonti di specie batteriche che colonizzano il microbiota del neonato durante i primi mesi di vita».

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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