Durante il congresso IBS DAYS, che si è tenuto a Bologna, Microbioma.it ha chiesto a Cesare Cremon, gastroenterologo dell’Università di Bologna, di raccontarci come è stata progressivamente reinterpretata negli ultimi anni la visione della sindrome dell’intestino irritabile: non più come semplice “disturbo funzionale”, ma come condizione complessa legata ai disordini dell’interazione intestino-cervello. Alla base di questo cambiamento vi è l’identificazione di diversi fattori biologici coinvolti nella fisiopatologia della malattia, tra cui un ruolo sempre più rilevante è attribuito al microbiota intestinale.
In questa intervista, Cremon approfondisce il legame tra alterazioni dell’ecosistema microbico, gastroenterite infettiva, uso di antibiotici sistemici e comparsa dei sintomi dell’intestino irritabile. Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo dei probiotici, supportato da studi clinici randomizzati e controllati, con indicazioni su dosaggio, durata del trattamento e possibili profili di pazienti più responsivi.
La gestione dell’IBS richiede però un approccio integrato: diagnosi positiva basata su criteri, ascolto del paziente, corretta comunicazione medico-paziente, interventi dietetici, probiotici, nutraceutici e, quando necessario, trattamenti farmacologici. L’obiettivo non è promettere una soluzione unica e miracolosa, ma costruire una strategia personalizzata e multifattoriale, in grado di migliorare i sintomi globali, compreso il gonfiore, spesso tra i più difficili da controllare.








