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Temperamento dei bambini: possibile legame con il microbiota intestinale

Il carattere dei bambini potrebbe essere legato al microbioma intestinale. Ecco cosa dice uno studio della University of Turku (Finlandia).
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Temperamento dei bambini: possibile legame con il microbiota intestinale

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Stato dell'arte
A partire dalla dimostrata esistenza di un asse intestino-cervello, si ritiene che le alterazioni nella composizione del microbioma intestinale e il neurosviluppo possano essere in qualche modo collegati. A tutt’oggi, però, ci sono pochi dati disponibili a riguardo durante i primi mesi di vita, un periodo chiave per la maturazione sia batterica sia cognitiva.
Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio ha voluto indagare l’eventuale associazione tra la composizione del microbioma intestinale e il temperamento in 310 neonati di 2.5 mesi di vita mediante la raccolta di campioni fecali e di un questionario sottoposto ai genitori.
Conclusioni
La composizione batterica e il temperamento sono aspetti correlati e genere-dipendenti. Ulteriori studi sono tuttavia necessari al fine di individuare il nesso causale tra questi due aspetti.

In questo articolo

Già dalla tenera età, il nostro temperamento potrebbe essere correlato alla composizione del microbioma intestinale: in particolare, le emozioni positive sarebbero, per esempio, associate alla presenza di Bifidobacterium e Streptococcus, mentre quelle negative alla biodiversità in maniera inversamente proporzionale.

È quanto risulta dallo studio di Anna-Katariina Aatsinki e di colleghi della University of Turku, in Finlandia, pubblicato sulle pagine di Brain, Behaviour, and Immunity.

Durante i primi mesi di vita, la maturazione del microbioma intestinale e del sistema nervoso centrale vanno di pari passo. I due comunicano tra loro principalmente attraverso il nervo vago, ma anche mediante citochine o neurotrasmettitori che, nell’insieme, vanno a costituire l’asse intestino-cervello. L’alterazione di uno di questi due elementi si riflette anche sull’altro.

Disbiosi intestinale e neurosviluppo

Da qui l’ipotesi, finora scarsamente supportata da dati clinici, che una disbiosi intestinale possa influenzare il processo di neurosviluppo e quindi, tra le altre cose, anche il temperamento di un individuo.

Con lo scopo di approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori finlandesi ha raccolto i campioni fecali di 310 bambini di 2.5 mesi d’età e ha somministrato ai genitori l’Infant Behaviour Questionnaire Revised Short Form (IBQ-R SF), composto da 91 voci. Scopo del questionario era la raccolta di informazioni relative al carattere e al comportamento dei bambini da quel momento fino a 6 mesi d’età, oltre che di informazioni sulle modalità di parto, sullo svezzamento e sui dati antropometrici.

I risultati dello studio

L’analisi dei cluster batterici ha dimostrato la presenza di tre distinte comunità batteriche denominate rispettivamente V. dispar, Bacteroidetes e Bifidobacterium/Enterobacteriaceae in base all’OTU più abbondante. Considerando e confrontando le caratteristiche più nel dettaglio, anche in relazione al temperamento, si è visto che:

  • l’alpha diversity ha mostrato associazione con la modalità di allattamento, di parto e con l’età della madre, mentre la ricchezza ha mostrato associazione solo con l’allattamento;
  • né l’alpha-diversity né la ricchezza sono risultate significativamente correlate a tratti del temperamento. Tuttavia, aggiustando l’analisi per i vari fattori confondenti (modalità di parto, antibiotici, ecc.), la diversità è risultata negativamente associata alle emozioni negative senza differenze genere-dipendenti;
  • il cluster Bacteroidetes ha mostrato la maggiore ricchezza e diversità batterica, mentre il V. dispar quella minore;
  • tra i nati con parto cesareo, il cluster V. dispar è risultato quello più diffuso, mentre Bacteroidetes quello meno frequente;
  • il 59.4% delle femmine (n=142) è rientrato nel cluster Bacteroidetes;
  • i bambini appartenenti al cluster Bifidobacterium/Enterobacteriaceae hanno registrato valori relativi all’autoregolazione e alla concentrazione leggermente superiori rispetto agli altri due cluster;
  • sono emerse differenze in base al genere nell’associazione tra i cluster V.dispar o Bacteroidetes e la durata della concentrazione, il dinamismo, l’affettuosità, e tra Bifidobacterium/Enterobacteriaceae o Bacteroidetes e la reattività alla paura.

Analizzando la composizione batterica a livello di genere è inoltre emerso che:

  • genere, modalità di nascita e dinamismo sono associati negativamente ad Atopobium e positivamente invece a Bifidobacterium e Streptococcus;
  • l’autocontrollo è correlato positivamente con Erwinia;
  • Erwinia, Rothia e Serratia sono correlati positivamente alle emozioni negative e alla reattività in situazioni di paura, e quest’ultima anche con Peptidinophilus e Atopobium.

Tuttavia, delle associazioni registrate, solo quelle tra Erwinia e autocontrollo e tra Streptococcus e dinamismo sono state confermate come statisticamente significative. 

Considerando invece gli OTUs, i maschi hanno presentato associazione tra dinamismo e numerosi OTUs appartenenti a Bifidobacterium oltre che tra autocontrollo e Veillonella, Bifidobacterium e Clostridiaceae. Nelle femmine invece, associazioni sia positive sia negative sono emerse con Veillonella.

Conclusioni

In conclusione, dunque, la composizione del microbioma intestinale in tenera età potrebbe essere associata al temperamento anche nel medio termine, anche se ulteriori studi focalizzati, sull’approfondimento del nesso causale, sono necessari.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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