Cerca
Close this search box.

Staphylococcus hominis A9, probiotico sperimentale contro la dermatite atopica

Contrastando l'infiammazione prodotta da S. aureus, Staphylococcus hominis A9 può essere una valida strategia contro la dermatite atopica.
CONDIVIDI →

Staphylococcus hominis A9, probiotico sperimentale contro la dermatite atopica

CONDIVIDI →
Stato dell'arte
La dermatite atopica, la forma più comune di eczema, è una condizione infiammatoria cronica che rende la pelle arrossata e pruriginosa. Quasi 18 milioni di persone negli Stati Uniti sono affette da dermatite atopica e, sebbene i trattamenti e le soluzioni di automedicazione possano alleviare il prurito, non esiste ancora una cura per questa condizione, che è spesso aggravata da un ceppo patogeno del batterio Staphylococcus aureus.
Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno esaminato più di 8.000 ceppi di stafilococchi derivati ​​dalla pelle di persone senza dermatite atopica per identificare un ceppo, chiamato Staphylococcus hominis A9, che è in grado di inibire la crescita di S. aureus. Dopo aver osservato che una crema contenente una miscela di Staphylococcus hominis A9 e una lozione inodore sembra alleviare i sintomi della dermatite atopica nei topi, i ricercatori l’hanno testata sull’uomo per valutarne la sicurezza. Dopo essere stati trattati con la crema, due terzi dei 54 partecipanti allo studio con dermatite atopica hanno riportato miglioramenti dei sintomi, tra cui riduzione del prurito e infiammazione della pelle, senza nessun effetto collaterale.
Conclusioni
I risultati mostrano che la somministrazione di una crema contenente Staphylococcus hominis A9 potrebbe rappresentare un approccio terapeutico sicuro per la dermatite atopica.

In questo articolo

La nostra pelle è fisiologicamente popolata di batteri. Di recente, un gruppo di ricercatori ha identificato un ceppo batterico derivato ​​dalla pelle umana sana che potrebbe essere utilizzato per trattare la dermatite atopica, la forma più comune di eczema.

I risultati, pubblicati su Nature Medicine, mostrano che la somministrazione del ceppo batterico appena identificato potrebbe rappresentare un approccio terapeutico sicuro per la dermatite atopica. «Questo è stato uno studio sulla sicurezza», afferma il ricercatore senior Richard Gallo della University of California, a San Diego. «Abbiamo osservato esattamente quello che speravamo di trovare. L’eczema dei partecipanti che hanno ricevuto il trattamento batterico è migliorato e non ci sono stati eventi avversi», spiega il ricercatore.

Dermatite atopica, manca una cura definitiva

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica che rende la pelle arrossata e pruriginosa.

Quasi 18 milioni di persone negli Stati Uniti sono affette da questa patologia e, sebbene i trattamenti farmacologici e le soluzioni di automedicazione riescono in qualche modo a “tamponare” la situazione,  alleviando il prurito, non esiste ancora una cura per questa condizione.

È già stato dimostrato in diversi studi che un ceppo patogeno del batterio Staphylococcus aureus può peggiorare alcune condizioni cutanee, incluso l’eczema.

Per identificare un approccio sicuro ed efficace per prevenire la crescita di S. aureus, Richard Gallo e il suo team hanno esaminato più di 8.000 ceppi di stafilococchi derivati ​​dalla pelle di persone senza dermatite atopica.

Staphylococcus hominis A9 nella dermatite atopica

Tra i ceppi batterici che hanno inibito la crescita di S. aureus, i ricercatori hanno identificato un ceppo, chiamato Staphylococcus hominis A9, che ha dimostrato di essere praticamente innocuo per la pelle e di resistere agli antibiotici. Il batterio è inoltre in grado di inibire l’espressione di una tossina prodotta normalmente da S. aureus, che promuove l’infiammazione.

Il team di ricercatori ha poi testato la somministrazione di Staphylococcus hominis A9 come batterioterapia per trattare un modello murino di eczema.

I ricercatori hanno mescolato il batterio con una lozione inodore e hanno applicato la miscela ai topi due volte al giorno.

Dopo tre giorni di trattamento, gli animali hanno mostrato una minore infiammazione e una ridotta colonizzazione cutanea da S. aureus.

I risultati sulla sicurezza

Successivamente, i ricercatori hanno arruolato 54 persone con dermatite atopica in uno studio clinico di fase 1. Per una settimana, è stata applicata sulla pelle dell’avambraccio dei partecipanti una crema contenente una miscela di Staphylococcus hominis A9 e una lozione inodore.

Sebbene la gravità dei sintomi dell’eczema non differisse in misura significativa tra i partecipanti trattati con Staphylococcus hominis A9, i ricercatori hanno osservato una diminuzione del DNA di S. aureus sulla pelle dei partecipanti allo studio.

Inoltre, è stato osservato che, nonostante Staphylococcus hominis A9 non abbia ucciso tutti i ceppi di S. aureus, il batterio ha inibito l’espressione della tossina infiammatoria prodotta da S. aureus.

Dei 54 partecipanti allo studio, due terzi hanno mostrato miglioramenti nei loro sintomi, tra cui una riduzione del prurito e dell’infiammazione della pelle, senza segnalare eventi avversi. «Queste osservazioni dimostrano la sicurezza e i potenziali benefici della batterioterapia per la dermatite atopica» affermano i ricercatori.

Conclusioni

«Questo studio ha testato un approccio unico per contrastare con batteri benefici lo Staphylococcus aureus presente sulla pelle di chi soffre di dermatite atopica», afferma il coautore dello studio Donald Leung.

«La nostra speranza è che questo trattamento aiuti i pazienti con eczema a liberare la loro pelle dai batteri nocivi che causano l’infiammazione».

Studi futuri valuteranno se la crema potrà essere utilizzata per lunghi periodi di tempo per alleviare i sintomi dell’eczema e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

Potrebbe interessarti

Oppure effettua il login