La pelle funge da barriera, proteggendo il corpo da infezioni e invasori dannosi. Di recente, uno studio condotto sui topi ha dimostrato che alcuni batteri della pelle producono molecole che aiutano a riparare e rafforzare la barriera protettiva cutanea.
I risultati, pubblicati su Cell Chemical Biology, suggeriscono che l’utilizzo di specifici metaboliti microbici potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie per contrastare disturbi della barriera cutanea come eczema e psoriasi.
I microrganismi commensali che vivono sulla pelle svolgono un ruolo chiave nel mantenimento della barriera protettiva del corpo interagendo con le cellule della pelle e rilasciando molecole benefiche. Tuttavia, l’impatto di questi microbi sulla salute della pelle non è ancora del tutto chiaro.
Un gruppo di ricercatori guidati da Aayushi Uberoi della University of Pennsylvania a Philadelphia ha studiato come i microbi della pelle influenzano la funzione di barriera e la riparazione della pelle.
Per farlo, hanno utilizzato una comunità di 50 specie batteriche comunemente presenti sulla pelle umana sana, soprannominata Flowers’ Flora 50 (FF50), per colonizzare topi germ-free con barriera cutanea compromessa.
Metaboliti del triptofano
I ricercatori hanno scoperto che i microbi FF50 hanno colonizzato con successo la pelle dei topi, eguagliando il comportamento dei batteri della pelle umana. I topi colonizzati con microbi FF50 hanno mostrato una ridotta perdita di acqua e una migliore guarigione.
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i microbi FF50 possono metabolizzare l’aminoacido triptofano in composti che giovano alla barriera cutanea.
Inoltre, analizzando i genomi della comunità batterica FF50, i ricercatori hanno identificato enzimi che trasformano il triptofano in molecole come l’acido indol-3-acetico e l’indolo piruvato, che sono risultati in grado di rafforzare la barriera cutanea.
I metaboliti derivati dal triptofano prodotti dai microbi della pelle potrebbero attivare l’AHR-signalling pathway (pathway del recettore degli idrocarburi arilici, AHR), che è fondamentale per la salute delle cellule della pelle. L’attivazione dell’AHR-signalling pathway promuove la differenziazione delle cellule della pelle e la formazione di giunzioni strette tra le cellule, che sono cruciali per una barriera cutanea sana.
Nuove terapie personalizzate
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che un cocktail di metaboliti derivati dal triptofano ha migliorato il processo di riparazione della pelle sia nei topi sia nelle cellule cutanee umane coltivate in laboratorio, mentre l’inibizione dell’AHR-signalling pathway ha ridotto gli effetti benefici sulla salute della pelle.
I risultati indicano dunque che i metaboliti microbici potrebbero essere la chiave per sviluppare nuovi trattamenti per alcuni disturbi della pelle, in particolare quelli che comportano una compromissione della barriera cutanea, come la psoriasi e la dermatite atopica.
«Una maggiore comprensione dei meccanismi che guidano le interazioni all’interno dell’ecosistema della pelle potrebbe portare a terapie innovative, personalizzate ed efficaci che sfruttano le interazioni ospite-microbioma».
