Effetti del Lactobacillus plantarum 299v sulla depressione

26 Novembre 2018 / di Silvia Radrezza

Medical University of Bilaystok (studio originale)

Stato dell’arte
Il microbiota intestinale contribuisce alla modulazione del sistema nervoso centrale, funzioni cognitive ed emotive incluse.
Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio valuta gli effetti della somminstrazione del probiotico Lactobacillus plantarum 299v a livello cognitivo, psicologico e biochimico, in pazienti con depressione e sotto trattamento farmacologico.
Conclusioni
L. plantarum 299v incrementa le funzioni cognitive rispetto al placebo, diminuendo i valori del metabolita chinurenina.

Un probiotico, Lactobacillus plantarum 299v, come supporto al trattamento farmacologico in pazienti con depressione. È quanto suggerito dallo studio coordinato da Leszek Rudzki della Medical University of Bialystok in Polonia e pubblicato su Psychoneuroendocrinology.

Sempre più ricerche dimostrano come il microbiota intestinale abbia un ruolo importante nel modulare le funzionalità del sistema nervoso centrale agendo, per esempio, nei processi cognitivi e negli stati d’ansia o di depressione. Accanto a esso, metaboliti come la chinurenina e le citochine pro-infiammatorie, sono implicati nell’eziologia di questi disturbi con un effetto neurotossico e neurodegenerativo.

I ricercatori hanno quindi testato gli effetti della somministrazione, per 8 settimane, di 10×109CFU Lactobacillus plantarum 299v, un nostro batterio commensale, a livello cognitivo, psicologico e biochimico in 79 pazienti depressi e sotto trattamento farmacologico con inibitori della ricaptazione della serotonina.

L’impiego di tale probiotico è supportato dalla sua capacità di modulare le citochine pro-infiammatorie (TNF-alpha, IL-6, IL-1b), il cortisolo e la via metabolica della chinurenina (triptofano, chinurenina, acido chinurenico ecc.), tutti fattori correlati a depressione. Dei 79 soggetti inclusi, a 40 è stato dato il probiotico, ai restanti 39 il placebo con analoga posologia. Solo 60 hanno tuttavia completato lo studio, 30 per gruppo. Di seguito i risultati ottenuti.

Effetti sui sintomi depressivi

I sintomi depressivi e ansiogeni sono stati registrati rispettivamente al baseline e dopo 4 e 8 settimane dall’intervento, attraverso l’Hamilton Depression Rating Scale (HAM-17), la Symptom Checklist (SCL-90) e la Perceived Stress Scale (PSS-10).  

Nel complesso, nessuna differenza significativa è stata dimostrata tra i due gruppi.

Effetti sulle funzionalità cognitive

Le funzionalità cognitive sono invece state esaminate al baseline e a 8 settimane mediante l’Attention and Perceivity Test (APT), lo Stroop Test A e B, il Ruff Figural Fluency Test (RFFT), il Trial Making Test A e B (TMT) e il California Verbal Learning Test (CVLT).

Seppur con alcune disomogeneità di validità statistica tra le diverse scale, il trattamento con Lactobacillus plantarum 299v ha dimostrato di incrementare le funzionalità cognitive rispetto al placebo.

Effetti biochimici

I parametri ematici presi in esame sono stati: triptofano, chinurenina, acido chinurenico, 3-idrossichinurenina, acido antranilico, acido 3-idrossi antranilico, TNF-alpha, IL-6, IL-1b e cortisolo. Confrontando i loro valori al termine dello studio con quelli del baseline è emerso che nel gruppo con probiotico:

  • la concentrazione di chinurenina si è notevolmente ridotta
  • il rapporto 3-idrossichinurenina:chinurenina si è invece incrementato come del resto l’espressione dell’acido antranilico
  • nessun effetto significativo sui livelli di TNF-alpha, IL-6, IL-1b e cortisolo rispetto al placebo

Lo studio ha però delle limitazioni legate soprattutto alla difficoltà di raccogliere dati sulla base di alcune scale come la CVLT o il non aver raccolto informazioni più dettagliate sulla via metabolica della chinurenina.

Nel complesso si può tuttavia concludere che:

  • il gruppo con probiotico ha presentato un miglioramento delle funzionalità cognitive rispetto alla controparte
  • Lactobacillus plantarum 299v diminuisce di molto i livelli di chinurenina aumentando di contro quelli dei suoi metaboliti
  • chinurenina e funzionalità cognitiva sembrerebbero essere tra loro correlate

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