Toposcore, il tool “microbiome based” che prevede la risposta alle immunoterapie oncologiche

I risultati suggeriscono che l'equilibrio tra specifiche comunità microbiche nell'intestino può aiutare a prevedere chi risponderà al trattamento con gli inibitori dei checkpoint immunitari.
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Toposcore, il tool “microbiome based” che prevede la risposta alle immunoterapie oncologiche

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Stato dell'arte

Diversi studi hanno collegato specifici batteri intestinali all’efficacia degli inibitori dei checkpoint immunitari, un tipo di farmaci antitumorali che aiutano il sistema immunitario ad attaccare le cellule neoplastiche. Tuttavia, non è stata ancora identificata una firma microbica che consenta di prevedere la risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno analizzato campioni di feci di 245 pazienti affetti da tumore ai polmoni e hanno identificato due gruppi di specie microbiche: un gruppo di 37 microbi correlati alla resistenza agli inibitori dei checkpoint immunitari e un altro gruppo di 45 batteri associati a risposte positive al trattamento. Sulla base del rapporto tra questi due gruppi di microbi e dei livelli di Akkermansia muciniphila, una specie batterica che può influenzare la risposta immunitaria, il team ha sviluppato un test in grado di fornire un punteggio specifico per ogni paziente, sulla base del quale è possibile prevedere la risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari. Questo test è stato convalidato su centinaia di individui con diverse forme tumorali.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che l’equilibrio tra specifiche comunità microbiche nell’intestino può aiutare a prevedere chi risponderà al trattamento con gli inibitori dei checkpoint immunitari.

In questo articolo

L’immunoterapia oncologica, un trattamento antitumorale che sfrutta il sistema immunitario per attaccare le cellule neoplastiche, mostra un tasso di risposta variabile tra i pazienti. 

Di recente un gruppo di ricercatori ha scoperto che l’equilibrio tra specifiche comunità microbiche nell’intestino può aiutare a prevedere quali pazienti risponderanno ai farmaci immunoterapici.

I risultati, pubblicati su Cell, potrebbero anche aiutare a identificare individui sani che potrebbero donare campioni per il trapianto di microbiota fecale a pazienti che non rispondono a questi farmaci.

«Questo approccio potrebbe inoltre rappresentare un tool diagnostico per valutare la disbiosi intestinale in modo da sviluppare interventi personalizzati basati sul microbiota», affermano i ricercatori.

Diversi studi hanno collegato specifici batteri intestinali all’efficacia degli inibitori dei checkpoint immunitari. Tuttavia, non è stata ancora identificata una firma microbica che consenta di prevedere la risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari.

Per colmare questa lacuna di conoscenza, Lisa Derosa del Gustave Roussy Cancer Campus di Villejuif, in Francia, e i suoi colleghi hanno analizzato campioni di feci di 245 pazienti con tumore ai polmoni sottoposti a questo trattamento.

Rapporto tra specie microbiche

I ricercatori hanno identificato due gruppi di specie microbiche: il primo, denominato SIG1, conteneva 37 batteri, tra cui Streptococcaceae, Veillonellaceae e Lactobacillaceae, che sono risultati correlati alla resistenza agli inibitori dei checkpoint immunitari. 

Il secondo gruppo, che i ricercatori hanno chiamato SIG2, conteneva invece 45 microbi che sono risultati associati a risposte positive al trattamento. Tra questi erano inclusi Lachnospiraceae e Oscillospiraceae.

Dai dati ottenuti è emerso che i pazienti con batteri appartenenti al gruppo SIG2 avevano tassi di sopravvivenza migliori rispetto a quelli con batteri associati alla resistenza agli inibitori dei checkpoint immunitari.

Sulla base del rapporto tra microbi SIG1 e SIG2, nonché dei livelli di Akkermansia muciniphila, una specie batterica che può influenzare la risposta immunitaria, i ricercatori hanno sviluppato un test che consente di ottenere un punteggio specifico per ogni paziente, chiamato Toposcore, sulla base del quale è possibile prevedere la risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari.

Toposcore, il test diagnostico

Il Toposcore è stato convalidato in altre 254 persone con tumore ai polmoni e in 216 pazienti con cancro genitourinario, nonché in 216 persone con cancro ai reni e alla vescica.

Successivamente, i ricercatori hanno ridotto il calcolo del Toposcore a 21 specie batteriche associate all’esito dell’immunoterapia in modo da impostare un test di facile utilizzo in grado di identificare la presenza di queste 21 specie nelle feci dei pazienti. Il punteggio è stato convalidato in pazienti con melanoma e cancro del colon-retto.

«Il Toposcore rappresenta un tool diagnostico potenzialmente in grado di valutare la farmacodinamica di Live biotherapeutics product (LBPs), trapianto di microbiota fecale e prebiotici. 

In particolare, il Toposcore potrebbe consentire di valutare rapidamente la disbiosi intestinale in un dato individuo in qualsiasi momento della malattia» concludono gli autori dello studio.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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