Stato dell’arte
Il consumo di yogurt e/o prebiotici come le fibre modula il microbiota intestinale e i processi metabolici con effetti positivi sulla salute. La loro associazione con il tumore al polmone rimane però da chiarire.

Cosa aggiunge questo studio
È stata valutata, su un campione di oltre 1,4 milioni di persone, l’eventuale correlazione tra consumo di fibre e/o yogurt e l’incidenza di diverse tipologie di tumori polmonari, considerando anche i principali fattori di rischio, quali fumo e alcol.

Conclusioni
Il consumo abituale di fibre o yogurt, soprattutto se assunti in combinazione, sembrerebbe ridurre significativamente il rischio di tumore al polmone.

Il consumo abituale di yogurt e/o prebiotici non ha effetti benefici solo sulla salute intestinale. Una loro frequente assunzione sembrerebbe infatti ridurre rispettivamente del 15% e del 19% il rischio di insorgenza di tumori polmonari, del 33% se assunti in combinazione.

È quanto afferma lo studio di Jae Jeong Yang e colleghi della Vanderbilt University (Nashville, Tennessee) pubblicato su JAMA Oncology.

Sono molti gli studi che dimostrano come un’alimentazione sana, ricca di prebiotici e/o probiotici abbia effetti positivi anche sul medio-lungo termine, modulando il microbioma e riducendo il rischio, per esempio, di patologie vascolari, neoplasie gastrointestinali ecc. Nonostante il crescente interesse in merito, la correlazione tra l’assunzione di questi alimenti e il tumore al polmone rimane ancora da definire. A tal proposito, i ricercatori hanno valutato l’incidenza di varie forme di neoplasia polmonare in oltre 1,4 milioni di soggetti adulti, consumatori o meno di fibre e/o yogurt. Fattori confondenti quali fumo, assunzione di alcol, età, sesso ed etnia sono stati considerati al momento dell’analisi.

Di seguito sono riportate le caratteristiche generali del campione (n=1.445.850):

  • sono state incluse 10 coorti di studio prospettico (627.988 uomini e 817.862 donne)
  • sono stati rilevati 18.822 casi di tumore polmonare
  • il 62,2% ha dichiarato di consumare yogurt, con un introito giornaliero medio di 23,2 g
  • il consumo medio di fibre è di circa 18,4 g/die
  • elevato grado di istruzione, non abitudine al fumo, scarso consumo di alcol e buona attività fisica sono tutti aspetti positivamente correlati all’assunzione di fibre e/o yogurt, indipendentemente dal sesso.

Incrociando poi i vari dati è emerso che il consumo sia di fibre sia di yogurt è inversamente correlato al rischio tumorale. Infatti:

  • un maggior consumo di fibre riduce del 17% il rischio tumorale
  • rispetto ai non consumatori, nei soggetti che assumono yogurt, ma in scarse quantità, il rischio tumorale è ridotto del 15%, nei consumatori abituali del 19%
  • considerando l’etnia, nel sottogruppo di individui caucasici (quello più numeroso) è stata osservata un’associazione negativa tra probiotici/prebiotici e rischio tumorale; nessuna correlazione significativa invece tra gli individui asiatici e di colore
  • in soggetti di età minore o uguale a 57 anni è stata rilevata una correlazione negativa più forte tra l’assunzione di fibre e/o prebiotici e il rischio tumorale rispetto a soggetti più anziani
  • come l’età, anche l’abitudine all’alcol sembra influenzare l’associazione tra apporto di fibre e/o yogurt e il rischio di tumore al polmone; è stata infatti rilevata un’associazione negativa maggiore in coloro che assumono alcolici, superalcolici soprattutto, rispetto agli astemi
  • la combinazione di fibre e yogurt assunti in elevate quantità ha dimostrato un potenziale effetto sinergico, con una riduzione del 33% di rischio tumorale rispetto a coloro che non consumano affatto yogurt o poche fibre
  • il rischio tumorale medio tra i fumatori caratterizzati da un maggior consumo di fibre è risultato pari a 0,74, 0,66 per gli ex-fumatori, 0,69 per i non fumatori rispetto agli scarsi consumatori di fibre.

In conclusione, dunque, un’elevata assunzione di fibre e yogurt sembrerebbe ridurre significativamente il rischio di tumore al polmone, suggerendo un possibile utilizzo di probiotici e prebiotici nella prevenzione oncologica. Nonostante l’elevata dimensione campionaria e la durata dello studio, ulteriori conferme sono tuttavia necessarie al fine di validarne i risultati.