Probiotico potrebbe prevenire le infezioni sistemiche da Enterococcus faecalis

La somministrazione di spore probiotiche di Bacillus sembrerebbe essere in grado di inibire il Frs quorum-sensing, aspetto chiave della patogenesi di Enterococcus.
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Stato dell’arte
Sebbene i probiotici sembrino ridurre l’abbondanza di agenti patogeni all’interno del microbiota intestinale, non è ancora chiaro se possano contrastare infezioni sistemiche come quelle causate dal batterio intestinale Enterococcus faecalis.

Cosa aggiunge questo studio
Mediante esperimenti sui topi, i ricercatori hanno scoperto che la traslocazione di Enterococcus faecalis dall’intestino al flusso sanguigno è mediata da un meccanismo di comunicazione tra batteri chiamato Frs (fecal streptococci regulator) quorum-sensing, che innesca la produzione di un enzima che compromette l’integrità dell’epitelio intestinale.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che le spore probiotiche di Bacillus possono prevenire le infezioni sistemiche da Enterococcus faecalis nei soggetti a rischio.

Sono ormai centinaia gli studi che hanno valutato l’efficacia dei probiotici siano nel ridurre l’abbondanza di agenti patogeni all’interno del microbiota intestinale. 

Un esempio? Alcuni ricercatori hanno osservato che specifici probiotici sopprimono la crescita della Salmonella, stimolando il sistema immunitario oppure uccidendo direttamente questi batteri. E in letteratura si possono trovare tanti studi su su diversi ceppi probiotici.

Tuttavia al momento non è ancora chiaro se esistono probiotici in grado di contrastare anche infezioni extra-intestinali, come quelle causate dal batterio intestinale Enterococcus faecalis

Infezioni sistemiche nosocomiali

Questo patogeno è responsabile di infezioni sistemiche specialmente nelle persone ospedalizzate (infezioni nosocomiali) e nei soggetti che presentano un sistema immunitario indebolito e che vengono sottoposti a un trattamento antibiotico.

Di recente, uno studio, pubblicato su Science Translational Medicine, ha dimostrato che nei topi le spore batteriche del probiotico Bacillus subtilis possono impedire al batterio Enterococcus faecalis di raggiungere il flusso sanguigno, prevenendo così pericolose infezioni sistemiche nei soggetti a rischio.

Enterococcus, come passa dall’intestino al sangue

Per monitorare le infezioni da Enterococcus, Michael Otto del U.S. National Institutes of Health e i suoi colleghi hanno creato un modello murino che, simulando condizioni come la terapia antibiotica e la deplezione immunitaria, portano alla crescita eccessiva di Enterococcus nell’intestino umano.

I ricercatori hanno così scoperto che il passaggio del batterio E. faecalis dall’intestino al flusso sanguigno è mediato da un meccanismo di comunicazione tra i batteri chiamato Frs (fecal streptococci regulator) quorum-sensing, che innesca la produzione di un enzima chiamato GelE, in grado di compromettere l’integrità dell’epitelio intestinale.

Interferire con i sistemi di quorum-sensing potrebbe essere quindi una strategia promettente per contrastare gli effetti dannosi dei batteri patogeni. «Sono già stati identificati inibitori di Fsr, ma la loro utilità terapeutica per contrastare le infezioni sistemiche non è ancora chiara», spiegano gli studiosi.

Bacillus subtilis, probiotico sotto forma di spora

In passato il team di Michael Otto ha dimostrato che le spore probiotiche di B. subtilis somministrate per via orale possono germinare nell’intestino ed eliminare la colonizzazione intestinale di Staphylococcus aureus, inibendo il quorum-sensing del batterio. 

I ricercatori hanno quindi somministrato le spore ai topi prima dell’esposizione a E. faecalis: le spore sono risultate in grado di inibire l’espressione del gene che codifica per GelE, impedendo la traslocazione di E. faecalis dall’intestino al flusso sanguigno e la successiva infezione sistemica.

«I risultati dimostrano quindi che un aspetto chiave della patogenesi di Enterococcus è controllato dal quorum sensing, che può essere inibito somministrando spore probiotiche di Bacillus» concludono i ricercatori.

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