L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica che causa infiammazione e danni alle articolazioni, portando a disabilità. Una nuova ricerca suggerisce che specifici batteri intestinali e alcuni metaboliti microbici aiutano a regolare l’infiammazione associata a questa condizione.
I risultati, pubblicati su Cell Metabolism, potrebbero quindi favorire lo sviluppo di nuove strategie di trattamento per l’artrite reumatoide, che è caratterizzata da un modello di infiammazione che cambia nel tempo.
Studi precedenti hanno dimostrato che alterazioni nell’orario dei pasti e nella composizione del microbiota intestinale svolgono un ruolo nello sviluppo dell’artrite reumatoide.
Un team di ricercatori guidati da Fopei Ma della Southern Medical University di Guangzhou, in Cina, ha quindi deciso di studiare i modelli di infiammazione e il ruolo dei microbi intestinali nei pazienti e nei topi affetti da questa condizione.
Orari dei pasti e batteri intestinali
Il team ha scoperto che l’infiammazione nei pazienti con artrite reumatoide raggiunge il picco al mattino presto per poi diminuire nel pomeriggio. Alcuni batteri, come Prevotella copri, sono risultati correlati a un aumento dell’infiammazione, mentre altri, tra cui Faecalibacterium, a livelli di infiammazione ridotti.
Nei topi, che sono attivi durante la notte, i modelli di infiammazione si sono invertiti rispetto all’uomo. Cambiare gli orari dei pasti ha influenzato l’infiammazione, mentre l’esposizione alla luce non ha causato alcun cambiamento. Tuttavia, quando i ricercatori hanno eliminato i batteri intestinali dagli animali, i modelli di alimentazione non hanno più influenzato l’infiammazione.
Questo risultato indica che i batteri intestinali svolgono un ruolo chiave nel determinare l’impatto che gli orari dei pasti hanno sull’infiammazione.
Parabacteroides distasonis
Ulteriori esperimenti sui topi hanno suggerito che uno specifico microbo intestinale, chiamato Parabacteroides distasonis, potrebbe ridurre l’infiammazione. P. distasonis produce un composto chiamato gliciteina attraverso un enzima noto come beta-glucosidasi.
L’inibizione della beta-glucosidasi in P. distasonis ha peggiorato l’infiammazione, ma l’aggiunta di gliciteina ha ripristinato il suo effetto protettivo.
Dai dati ottenuti è emerso anche che la gliciteina agisce sopprimendo i pathway infiammatori e che nei pazienti con artrite reumatoide sia i livelli di P. distasonis sia quelli di gliciteina sono caratterizzati da fluttuazioni giornaliere.
Conclusioni
«I nostri risultati non solo confermano l’importanza dell’orario dei pasti nel modulare la “ritmicità” dell’infiammazione nei pazienti con artrite reumatoide, ma sottolineano anche il potenziale del targeting del microbiota intestinale nella gestione di questa condizione», affermano gli autori. «Comprendere il ruolo delle oscillazioni diurne del microbiota intestinale nella patogenesi dell’artrite reumatoide apre la strada a nuovi interventi terapeutici che tengano conto per esempio della tempistica della somministrazione di prebiotici o farmaci per allinearsi ai ritmi naturali del microbiota».
