Multicausalità: nuovi approcci per studiare l’interazione tra batteri e altri fattori
Sven Sevitz
Lo studio degli ecosistemi microbici richiede l’analisi di una mole di dati impressionante e la ricerca necessita di nuovi strumenti e database.
Non basta conoscere chi c’è, bisogna anche capire cosa sta facendo e come interagisce con l’ospite e con gli altri commensali.
Bisogna tenere conto di come i metaboliti prodotti dall’ospite possono essere nutrienti per i batteri e come i metaboliti prodotti dai batteri possono interagire con l’ospite e con gli altri commensali. Bisogna capire come questa interazione dipenda dalla genetica dell’ospite e come si modifichi con l’età.
E poi bisogna capire come questo ecosistema interagisce con il sole, l’inquinamento, lo stress e il sonno, i cosmetici, l’esercizio fisico, l’alimentazione e il microbiota intestinale. Lo studio dei legami tra genoma, microbioma ed esposoma [1] è stato chiamato Interactoma.
Lo studio dell’interactoma ha permesso, per esempio, di identificare le molecole di origine batterica o alimentare in grado di influenzare la cute.
Quando però si affrontano sistemi complessi la sfida è quella di interpretare la multicausalità. Se ad esempio abbiamo scoperto che il batterio 1 è in grado di produrre la sostanza 1 che ha un beneficio sulla salute, quando inseriamo questo dato in un sistema complesso dobbiamo considerare che probabilmente un batterio 2 potrebbe inibire il batterio 1 e un batterio 3 stimolarne al contrario la crescita. Quindi dovremmo considerare i rapporti fra i 3 batteri. Inoltre, un particolare elemento della dieta potrebbe influenzare in modo differente la crescita di ciascuno dei tre batteri. In questi casi è possibile utilizzare le reti (bayesiane) causali.
[1] Khmaladze I, Leonardi M, Fabre S, Messaraa C, Mavon A. The Skin Interactome: A Holistic “Genome-Microbiome-Exposome” Approach to Understand and Modulate Skin Health and Aging. Clin Cosmet Investig Dermatol. 2020
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7769076/
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