Acne: polimero dendritico di lisina riequilibra Cutibacterium acnes
Tradizionalmente nella patogenesi dell’acne si è sempre attribuito un ruolo importante alla crescita eccessiva di C. acnes. E i trattamenti classici sono per lo più volti a contrastare questa crescita, anche a scapito dell’integrità della barriera cutanea e nonostante siano spesso irritanti .
In realtà oggi sappiamo che la quantità di C. acnes sulla pelle acneica e su quella sana è sostanzialmente simile.
Sappiamo anche, però, che C. acnes è una vasta famiglia, con numerosi sottogruppi chiamati filotipi e ribotipi che contengono alcuni ceppi patogeni ed altri non patogeni. In particolare i filotipi IA1 (e i ribotipi RT4 e RT5) sarebbero più presenti sulla pelle acneica mentre il filotipo II (e il ribotipo RT6) caratterizzerebbero la pelle sana. La pelle acneica, inoltre, è caratterizzata da una minor diversità batterica rispetto alla pelle sana.
L’obiettivo terapeutico dovrebbe essere dunque non quello di ridurre C. acnes in generale, ma il rapporto tra ceppi patogeni e non patogeni.
Un dendrimero (polimero dendritico) dell’aminoacido essenziale lisina, ottenuto con un processo di fermentazione senza l’utilizzo di solventi, è capace di integrarsi nella membrana batterica destabilizzandola e ha dimostrato in vitro di avere un’affinità maggiore per i ceppi patogeni (RT4 e RT5) di C. acnes che avrebbero più cariche negative in superficie rispetto a quelli non patogeni (RT6). Uno degli effetti diretti è anche la riduzione della formazione di biofilm da parte dei ceppi RT5, ma non dei ceppi RT6, mentre non danneggia la formazione di biofilm da parte di S. aureus e S. epidermidis. Alle concentrazioni utilizzate il dendrimero non ha attività battericida.
In un test ex-vivo (su espianto di cute da volontario sano) il dendrimero ha inibito l’espressione di TLR2 (indice di aggressione batterica) e la produzione di IL-1 (indice di infiammazione cutanea), nonché l’ipercheratinizzazione indotta dall’applicazione di ceppi patogeni di C. acnes.
Nei successivi studi in vivo il dendrimero ha dimostrato di ribilanciare il rapporto tra i ceppi di C. acnes ed aumentare la diversità batterica, ridurre la produzione del sebo, ridurre la comparsa di comedoni (sia bianchi che neri) e ridurre la comparsa di pustule.
Per approfondire: https://www.lucasmeyercosmetics.com/en
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