Congress report: le ultime novità sul microbioma cutaneo

Ecco quanto è emerso nel Microbiome Movement – Skin Health & Dermatology Summit, che si è tenuto online ad agosto 2021.

In questo articolo

Acne: polimero dendritico di lisina riequilibra Cutibacterium acnes 

Tradizionalmente nella patogenesi dell’acne si è sempre attribuito un ruolo importante alla crescita eccessiva di C. acnes.  E i trattamenti classici sono per lo più volti a contrastare questa crescita, anche a scapito dell’integrità della barriera cutanea e nonostante siano spesso irritanti .

In realtà oggi sappiamo che la quantità di C. acnes sulla pelle acneica e su quella sana è sostanzialmente simile.

Sappiamo anche, però, che C. acnes è una vasta famiglia, con numerosi sottogruppi chiamati filotipi e ribotipi che contengono alcuni ceppi patogeni ed altri non  patogeni. In particolare i filotipi IA1 (e i ribotipi RT4 e RT5) sarebbero più presenti sulla pelle acneica mentre il filotipo II (e il ribotipo RT6) caratterizzerebbero la pelle sana. La pelle acneica, inoltre, è caratterizzata da una minor diversità batterica rispetto alla pelle sana.

L’obiettivo terapeutico dovrebbe essere dunque non quello di ridurre C. acnes in generale, ma il rapporto tra ceppi patogeni e non patogeni.

Un dendrimero (polimero dendritico) dell’aminoacido essenziale lisina, ottenuto con un processo di fermentazione senza l’utilizzo di solventi, è capace di integrarsi nella membrana batterica destabilizzandola e ha dimostrato in vitro di avere un’affinità maggiore per i ceppi patogeni (RT4 e RT5) di C. acnes che avrebbero più cariche negative in superficie rispetto a quelli non patogeni (RT6). Uno degli effetti diretti è anche la riduzione della formazione di biofilm da parte dei ceppi RT5, ma non dei ceppi RT6, mentre non danneggia la formazione di biofilm da parte di S. aureus e S. epidermidis. Alle concentrazioni utilizzate il dendrimero non ha attività battericida.

In un test ex-vivo (su espianto di cute da volontario sano) il dendrimero ha inibito l’espressione di TLR2 (indice di aggressione batterica) e la produzione di IL-1 (indice di infiammazione cutanea), nonché l’ipercheratinizzazione indotta dall’applicazione di ceppi patogeni di C. acnes.

Nei successivi studi in vivo il dendrimero ha dimostrato di ribilanciare il rapporto tra i ceppi di C. acnes ed aumentare la diversità batterica, ridurre la produzione del sebo, ridurre la comparsa di comedoni (sia bianchi che neri) e ridurre la comparsa di pustule.

Per approfondire: https://www.lucasmeyercosmetics.com/en

Marco Pignatti
Specializzato in Dermatologia nel 2000. Responsabile del primo Ambulatorio di Dermobiotica in una struttura pubblica dal gennaio 2017. Presidente del Congresso Italiano di Dermobiotica. Autore del libro “Dermobiotica. Alimentazione – Microbiota – Pelle (Minerva Medica, 2018) e del libro “Intestino e salute della pelle” (Terra Nuova, 2019).
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