Probiotici e monacolina K nel controllo dell’ipercolesterolemia moderata

5 Aprile 2018

Uno studio clinico presentato a diversi congressi, tra cui l’European Atherosclerosis Society Congress, ha dimostrato che l’associazione di Bifidobacterium longum BB536, un ceppo batterico ad azione probiotica specifica, ed estratto di riso rosso fermentato, è in grado di ridurre il colesterolo LDL e la colesterolemia totale in pazienti con ipercolesterolemia moderata.

Non solo. Da quanto emerge nell’indagine, di prossima pubblicazione, l’integratore riduce anche l’apolipoproteina B, proteina coinvolta nel metabolismo dei lipidi nonché principale costituente delle LDL.

Il trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato coordinato da Paolo Magni, docente di Patologia clinica dell’Università degli Studi di Milano. Sono stati coinvolti 32 soggetti con ipercolesterolemia moderata (LDL-C 130-200) in prevenzione cardiovascolare primaria.

Il problema ipercolesterolemia in Italia

Stando ai dati raccolti con il Progetto Cuore dell’Istituto superiore di Sanità, nella popolazione adulta italiana (uomini e donne di età compresa tra 35 e 74 anni), il 21% degli uomini e il 23% delle donne è ipercolesterolemico, presenta cioè un valore di colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure è sotto trattamento specifico. Inoltre, il 37% degli uomini e il 34% delle donne è in una condizione definita border line (colesterolemia totale compresa fra 200 e 239 mg/dl).

Il problema si accentua nella popolazione anziana (età compresa tra 65 e 74 anni): il 24% degli uomini e il 39% delle donne sono ipercolesterolemici; il 36% degli uomini e il 38% delle donne è border line.

Le donne in post menopausa sono infine una classe particolarmente a rischio di ipercolesterolemia: in Italia, il 36% di loro ha un valore di colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure è sotto trattamento farmacologico specifico, mentre il 38% è in una condizione border line.

Occorre inoltre ricordare che secondo la Società europea per l’aterosclerosi i livelli ottimali di colesterolo nel sangue sono i seguenti:

  • colesterolo totale: < 200 mg/dL
  • colesterolo LDL: < 120 mg/dL
  • colesterolo HDL: > 40 mg/dL

Il razionale dello studio

Alla base di questo studio clinico ci sono numerose ricerche condotte negli ultimi anni che hanno dimostrato l’impatto del microbiota intestinale sul rischio cardiovascolare generale, in particolare correlato all’aumento del colesterolo ematico.

Inoltre, diversi studi condotti su modello animale e su pazienti hanno consentito di valutare l’impatto di vari ceppi batterici sulla colesterolemia: un probiotico in particolare si è rivelato in grado di intervenire sulla colesterolemia in misura significativa, il Bifidobacterium longum BB536.

Sono tre i meccanismi d’azione ipotizzati:

  • effetto sul metabolismo dei Sali biliari (deconiugazione da parte della idrolasi per i Sali biliari (BSH, bile salt hydrolase);
  • produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA, short chain fatty acids);
  • assimilazione del colesterolo da parte della membrana cellulare batterica.

Bifidobacterium longum BB536 e monacolina K, doppia azione sul colesterolo

L’associazione tra Bifidobacterium longum BB536 e monacolina K si è dimostrata utile nei casi di ipercolesterolemia moderata grazie a una doppia azione.

Da un lato il probiotico, che colonizza l’intestino tenue, è dotato di specifica attività idrolasica: scompone i sali biliari che legano le molecole di colesterolo, impedendone l’assorbimento dell’intestino.

Dall’altro la monacolina K, principio attivo naturale analogo alle statine ottenuto dalla fermentazione del riso, agisce riducendo la sintesi epatica di colesterolo inibendo l’enzima HMG CoA reduttasi.

Dopo 12 settimane, i pazienti del gruppo trattati con l’associazione dei due nutrienti hanno fatto registrare una riduzione del 26% in termini di colesterolemia LDL rispetto al gruppo trattato con placebo.

Analizzando poi i dati relativi alla colesterolemia totale si evidenzia una riduzione del 17% nel gruppo che ha assunto l’integratore.

Infine, i pazienti trattati hanno mostrato una riduzione del 20% in termini di apolipoproteina B.

Commenta così Paolo Magni, coordinatore dello studio: «Abbiamo la possibilità di intervenire su uno dei fattori di rischio attualmente più rilevanti per l’aterosclerosi e quindi possibilmente nella prevenzione di eventi cardiovascolari come l’infarto miocardico e l’ictus».

E aggiunge: «È la prima volta che una associazione di nutraceutici contenente un probiotico specifico dimostra, in uno studio clinico condotto con rigorosa metodologia scientifica, un risultato di così grande portata per la salute pubblica».

L’utilizzo di un’associazione – che include, oltre al Bifidobacterium longum BB536 e alla monacolina K, anche coenzima Q10 e vitamina PP – ha lo scopo di utilizzare meccanismi d’azione diversi e sinergici per ridurre la colesterolemia, in modo da assicurare il migliore risultato con virtuale assenza di effetti indesiderati.

 

Contenuto realizzato con il contributo non condizionato di Montefarmaco OTC

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Fonti

C. Macchi et al. Efficacy and safety of a nutraceutical with probiotic and red yeast rice extract in patients with moderate hypercholesterolemia: A randomized, double-blind, placebo-controlled study. 85th European Atherosclerosis Society Congress, Abst. ID78448, Prague (CZ), Atherosclerosis 2017

Colesterolo e ipercolesterolemia – Aspetti epidemiologici. Epicentro (Iss). http://www.epicentro.iss.it/problemi/colesterolo/epid.asp

Yoo JY et al. Probiotics and prebiotics: present status and future perspectives on metabolic disorders. Nutrients 2016; 8 (3): 173

Thusara RM et al. Cardiovascular benefits of probiotics: a review of experimental and clinical studies. Food Funct. 2016 Feb;7(2):632-42.

Al-Sheraji SH et al. Effects of Bifidobacterium longum BB536 on lipid profile and histopathological changes in hypercholesterolaemic rats. Benef Microbes. 2015;6(5):661-8.

Andrade S, Borges N. Effect of fermented milk containing Lactobacillus acidophilus and Bifidobacterium longum on plasma lipids of women with normal or moderately elevated cholesterol. J Dairy Res. 2009 Nov;76(4):469-74.

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